— Mica d'abitudine, io imagino.

— Il bel miracolo allora ch'egli ti conosca! Ve ne sono forse due a Gerusalemme che abbiano questi occhi azzurri come il lago di Genezareth; questa pelle fina e bianca come quella delle figlie della Grecia; i capelli biondi come quelli dell'angelo che tentò Eva; questa lanugine che come un musco dorato sfiora le tue labbra ed il tuo mento; questa bocca ove il bacio nasce come la Venere dei Greci nasce dalle spume del mare; questa fronte, infine, questo tutto insieme che turba il sonno di tutte le fanciulle di Gerusalemme, e brucia il sangue di tutte le donne maritate?

Noto qui per incidenza che mio padre, accompagnando il re Erode nel suo ultimo viaggio a Roma, vi incontrò un oratore brettone di Eboracum (York), e ne sposò la figlia, che alla corte d'Augusto era chiamata la Stella della Bretagna. Io era il ritratto virile di mia madre.

— Sì, risposi a Maria, ma Cneus Priscus non è nè una ragazza, nè una donna maritata: egli è lo sciacallo di Pilato.

— Su via! continuò Maria, ve ne ha dunque un altro a Gerusalemme che faccia del suo mantello un pallium, e se lo panneggi addosso come fai tu? che domi un cavallo come te? che seduca una donna come te? che racconti le sue impressioni di viaggio, che abbia l'epigramma e la spada così pronti, sì l'uno che l'altro, che abbagli, che stordisca per la bizzarria, pel lusso, per l'imprevisto, per la morbidezza quando sei nella tua casa, per l'agilità nel ginnasio, per l'eleganza in pubblico, per lo splendore e l'estro nei circoli.... come te, come te, mio tesoro, cui tutta la gioventù imita o invidia, e cui tutti i mariti temono?

— Sì, risposi io, ma Cneus Priscus non è nè un giovine stravagante, nè un marito geloso; egli è uno dei bracchi di Pilato.

— Oh! l'astuto bracco, sclamò Maria, per iscoprire un uomo che è consultato dai savii del paese, al quale il sagan obbedisce, che i figli d'Israello considerano come la loro anima, i guerrieri come la loro spada, i timidi come la loro voce, i prudenti come la loro audacia, e che risuscita i cuori morti alla speranza per la patria.

— Sì, la mia entusiasta; ma Cneus Priscus non è una pazzerella come te, nè niente di tutto ciò. Egli è il boia di Pilato.

— Che si appicchi dunque al suo patibolo, Pilato! Sai che sua moglie è molto bella?

— Davvero? non me n'ero accorto.