— Allora, quando Pilato uscirà e domanderà che una commissione vada a parlargli, Moab ed io esciremo dalle file del popolo e gli andremo incontro.

— Sì, soggiunse Hannah.

— Presenteremo una carta a Pilato. Egli la prenderà, e, naturalmente, l'aprirà e incomincierà a leggerla; allora Moab da una parte ed io dall'altra ci slancieremo sopra di lui e lo uccideremo.

— Io non lo ucciderò, mormorò Moab lentamente, nel mentre si alzava: io non ucciderò quell'uomo.

— Come! dimandò Hannah, inchiodando sopra Moab i suoi occhi grigio-giallastri spalancati.

— No, ripetè Moab con fermezza, io non ucciderò mai quell'uomo.

Hannah si mordeva coi denti gialli le labbra grige, e non potendo divenir pallido, diventava livido.

— Spieghiamoci, disse egli alla fine con voce tremante dalla collera. I cinque principali partiti dell'antico regno d'Erode il Grande hanno o non hanno eglino nominato quaranta delegati perchè s'intendano sopra il mezzo di cacciare lo straniero dal suolo dei loro padri e del loro Dio?

— Sì, rispose Moab.

— I quaranta delegati non hanno essi scelto un consiglio di cinque dei loro capi, e non sono io il presidente di questo consiglio?