— Io, l'è ben differente. Sono medico, ed il padrone di casa ha un cane che ha la gotta alle due zampe davanti, e non potrebbe sottoscrivere il suo testamento.
— L'hai guarito, spero.
— In un lampo. Egli ti lega anzi qualche cosa in quel suo testamento, io credo. Tra fratelli, del resto, è naturale.
— Come dunque! come! Un cane! capperi! saremmo noi entrambi dell'istessa famiglia? Sì, davvero un cane è il solo parente che potrebbe, morendo, lasciarmi qualche cosa.
— Egli è per questo che esso ti lascia la corda che domani io ti farò mettere al collo.
— Domani, caro medico, è ancor lontano. Siamo appena a mezzanotte.
— E mezza. Sta bene, ti do la chiave. Ma non puoi dirmi cosa vai a fare in quel sito? Io credo, che è per, per.... vorrei pur addimandar la cosa con una parola pulita.... Ah eccola: per rubare.
— Folgore del Sinai! per chi ci prendi tu dunque, imbecille.
— Ma, vi prendo per delle persone delicate che vanno di notte ad alleviare i ricchi del loro superfluo.
— Ebbene, marrano, t'inganni.