— Mai più?
— Mai più. Non ho ricevuto sue notizie che per questa lettera che mi portò Giuda. Vedila.
Ida prese da un armadio la lettera di cui ho già parlato e la diede a Claudia. Questa la divorò degli occhi; poi stringendosela al petto, sclamò;
— Ti perdono tutto. Ma odimi, figliuola: guai a te se tu lo rivedi giammai. Maritati, fuggi, nasconditi. Se vuoi del denaro, ti arricchirò; se vuoi traversare il mare, ti darò una trireme; ma ricordati bene questo: guai a te, guai a te, se lo rivedi ancora.
E ciò dicendo, Claudia partì fuggendo di Berachah senza punto curarsi di me. Arrivata al palazzo d'Erode fece montare a cavallo una coorte, balzò ella stessa sopra un cavallo, ed immediatamente partì al galoppo per Sebaste, andando incontro a Pilato.
Riguardai Ida. Sembrava pietrificata dall'esplosione della Romana, si trovava annientata nel cuore donde sentiva schiantar quell'amore che si sforzava di tenervi rinchiuso. Non osai dirle nulla. Presi la sua mano ardente dalla febbre, e vi lasciai cadere una lagrima. Poi partii alla mia volta per andar a raggiungere il Rabbì di Nazareth.
XXVII.
Io aveva accompagnato Gesù fino alla fontana di En-Shemesh, in quel vallone selvaggio che è a poche ore da Bethania. Egli aveva continuato la sua strada per Gerico, strada tante altre volte percorsa da lui in condizioni più sorridenti di spirito. Aveva dormito nell'albergo che si trova a mezza strada, di cui ho già parlato (che si chiama oggi Khan Hudjar) e all'indomani di buon'ora, traversando la città delle Palme, aveva continuato la sua strada, passato il guado del Giordano a Bathabara e cercato un relativo ricovero nella Perea, Stato di Antipas.
Il Giordano, nel suo corso inferiore, divide la provincia romana della Giudea, dalla provincia semi-indipendente della Perea, come nel suo corso superiore separa la Galilea dalla Traconitide. Erodiade non amava il Rabbì di Nazareth meglio che il Battista; ma Antipas conservava rancore contro Pilato, a causa della carneficina di Galilei da costui fatta al tempo della sommossa per l'offerta, considerando la propria autorità conculcata dal supplizio dei suoi sudditi. Il Rabbì, perseguitato in una provincia romana, poteva dunque sperare una tal quale protezione nei dominii di questo principe a causa di questo risentimento. Gesù per altro non si fermò nella Perea, e fece una rapida corsa a traverso la Galilea e la Samaria.
Mano mano che gli avvenimenti precipitavano, e divenivano più cupi, il Rabbì voleva formarsi un'idea sempre più chiara della sua posizione. Aveva gettato il suo scudo, come il reziario davanti il mirmillone. E' si sapeva ora designato, condannato, messo a caccia. La sola probabilità di salute che gli restava era la protezione del popolo di queste provincie; popolo il quale, odiando i Romani e l'aristocrazia di Gerusalemme, poteva prendere una attitudine tale da consigliare ai suoi nemici la sommissione od una tregua. Nel viaggio intrapreso dal Rabbì, avanti la festa del Purim, per lo stesso scopo di esplorazione, egli non aveva scorto alcun sintomo che potesse incoraggiarlo, o dargli qualche speranza. Volle ciò malgrado visitar nuovamente quei paesi, poichè l'ora di giuocare la sua ultima posta gli pareva arrivata.