— L'ho poi violata forse?
— L'hai straziata; hai bestemmiato. Ci hai domandato un giorno: per quale delle tue buone opere noi ti minacciavamo? Non è per nessuna buona opera, nè per alcun precetto di buona giustizia e di buona morale; ma perchè, essendo uomo, osi farti Dio[23]. Ora, la nostra legge è precisa. Il signore ha detto: «Io sono Iehovah, l'eletto, l'eterno, il primo e l'ultimo; io non trasmetto a nessuno nè il mio nome, nè la mia gloria.... Non c'è stato alcun Dio avanti di me.... Non ce ne sarà dopo di me.... Non ne esiste alcuno con me.... Io sono l'eletto che crea la luce e le tenebre, che dà a volta a volta la pace o l'avversità.... Gli è a me solo che appartiene la vita eterna; io solo sono il Dio forte, il Dio giusto, il Dio liberatore, redentore, salvatore....»[24]. Non è questa la legge?
— È la legge.
— Ora, la legge soggiunge: «Se dunque sorge in mezzo a noi un profeta o un sognatore che faccia qualche segno o miracolo, e che il segno o miracolo di cui egli avrà parlato si compie; s'egli vi propone nel tempo stesso d'introdurre qualche altro dio, che voi non conosceste mai, e di servirlo; voi non ascolterete le parole di codesto profeta o sognatore. Iehova, il vostro Dio, colui che vi ha levati dalla casa della schiavitù, vi mette alla prova per vedere se lo amate con tutto il vostro cuore, con tutte le vostre forze.... Ma cotesto profeta o sognatore morrà, e la mano del popolo tutto si porterà su di lui»[25]. È questa la legge?
— È questa.
— Ebbene, tu non ti sei proclamato Dio soltanto nella Galilea, nelle sinagoghe, sotto i portici, e nelle corti del tempio, tu sei venuto perfino a predicarcelo nelle sale del tesoro pubblico[26]. È ciò vero?
— Sì. Ma cosa avete voi detto quando il re Erode alzò dei templi ad Augusto, quando Antipas Erode alzò dei templi a Tiberio; quando alla sua volta furono alzati dei templi ad Erode stesso, e quando furono tutti ammessi come Dii?
— Le città ove sono stati commessi questi sacrilegi, sono greche, o romane: tu ti sei proclamato Dio nel tempio stesso di Iehovah. Come Ebrei, come fedeli alle leggi di Mosè, come dottori della legge, come sacerdoti del tempio, come anziani, come membri del sanhedrin, possiamo noi permettere simili profanazioni? Ora tu ci chiedi ciò che noi vogliamo e se siamo d'accordo per condannare la tua dottrina.
— Ve lo chiedo ancora.
— Io ti rispondo. Siamo credenti e cittadini. Come credenti, i principî che ci separano sono rari, quantunque non fossimo d'accordo sopra diversi particolari della dottrina. Ma queste sono piccole varianti di zelo; sono pratiche del culto; interpretazioni della legge; è il progresso stesso di questa legge nei suoi rapporti col tempo, ed i cangiamenti che vi hanno apportato le nostre disgrazie, ed i nostri successi; è l'importazione di alcuni principii che i nostri fratelli di Babilonia, d'Egitto, della Grecia hanno richiesto onde far concordare la legge e la scienza; è il rigore degli Esseniani, o la troppa tolleranza dei Sadducei.... Ma tutto ciò non cangia punto il carattere del nostro patto, e le leggi organiche della nostra fede. Tu sei esseniano nel fondo; ma fossi tu sadduceo come Hannah, o fariseo come me, noi vivremmo sempre in pace nella stessa città, pregheremmo allo stesso altare, insegneremmo dalla stessa cattedra. Il Tempio e la sinagoga sono abbastanza grandi per abbracciare queste gradazioni, ed abbastanza illuminati per tollerarne le differenze. Noi siamo adunque d'accordo quanto basta per dirti unanimemente: tu bestemmii.