Egli aveva probabilmente indovinato le mie intenzioni.

Ascendendo il colle dei supplizi, Maria mi raggiunse col fiasco del vino narcotizzato. Le indicai allora Lentulus, un uomo da quarantacinque a cinquant'anni, dal viso bitorzoluto, il naso rosso, il cranio calvo, le labbra pendenti, gli occhi infuocati e lagrimanti — in una parola, il campo di battaglia ove tutti i vizii avevano fatto ressa, e lasciato le loro ruine.

Io non poteva agire direttamente su quel Romano.

I miei tentativi avrebbero avuto l'apparenza di una grossolana corruzione, e sarebbero certamente andati a vuoto. Lasciando agire Maria, tutto ciò ch'ella otterrebbe, e non importa a qual prezzo, per non importa qual mezzo, acquistava il sembiante di una tenera seduzione, di una profonda affezione pel condannato, di una faccenda di cuore, che giustificava nell'istesso tempo e chi la intraprendeva e chi cedeva, ed aveva un grande valore morale. Maria, d'altronde era ancora così bella, aveva la voce così dolce, il viso così carezzevolmente seducente, la parola così penetrante, il fascino così assoluto, che nessuno avrebbe avuto il coraggio di condannare il legionario voluttuoso se avesse subìto una malìa, a cui lo stesso austero Rabbì di Nazareth non avrebbe potuto sottrarsi.

Maria comprese la sua parte, e l'accettò con quella specie di sublime abnegazione della sua persona che ella metteva in tutte le sue azioni.

Quella donna era un cuore.

Allora io mi diedi a consolare gli ultimi momenti di quell'altra nobile creatura, Moab, sempre dirigendo Maria con gli sguardi e con monosillabi nella nostra lingua, che nè il centurione nè i suoi soldati, Siri e Fenici del resto, non intendevano.

Arrivati al sito dell'esecuzione, i condannati deposero le loro croci. I fori per riceverle erano bell'e pronti, poichè, per disgrazia, Gerusalemme non mancava mai di supplizii. Ma questi supplizi erano quasi tutti ordinati dalle autorità romane, ragione per cui il popolo, che suole amare questi drammi sanguinosi e commoventi, li lasciava di frequente compiere nella solitudine.

Il popolo protestava così contro l'oppressore straniero.

Poche persone infatti si trovarono presenti al Golgotha. E ciò ancora per la ragione che erano circa le quattro, e che il sabato principiava alle sei, e che bisognava terminare i grandi preparativi della festa del paschah, e riempire i proprii doveri verso il Tempio. I commissarii del sanhedrin avevano abbandonati i condannati, dal momento in cui Pilato aveva confermato la loro sentenza, e ne aveva assunto la esecuzione.