Gli è in quel sito che lo incontrò il messaggiero che io gli inviai da Gerico dopo la lettera di Claudia, onde affrettare il suo viaggio a Gerusalemme.
Se Gesù aveva per un momento azzannato all'avvenire splendido che io gli aveva fatto intrasognare, e' si guariva ogni dì più delle sue speranze. Sulle rive del Giordano, come nei piani e sulle spiaggie di Tiro e di Sidon, egli comprendeva le terribili difficoltà della missione che io gli proponeva, la ripugnanza che destava un messia politico. Magdala, d'altronde, lo attraeva. Egli era come il Tantalo di quella casetta linda e graziosa ove Maria lo circondava di cure, di carezze, di fede. La tentazione lo vinse, prese il battello, e vi andò.
La voce del suo arrivo si sparse immediatamente. La gioja frenetica e comunicativa di Maria lo tradiva. Poco alla volta, in quarant'ott'ore, i cinque villaggi della costa orientale di Gennesarth furono commossi. Coloro che credevano nel Rabbì ne aspettavano infine una manifestazione che loro desse confidenza, e li ponesse in grado di respingere il ridicolo di cui i loro nemici li coprivano. Questi nemici poi si misero in posizione di tendergli nuovi agguati, per farlo esagerare nella sua predicazione, e perderlo. Perocchè dessi non l'avevano nè dimenticato, nè perduto mai di vista, nelle sue peregrinazioni.
La lotta principiava a divenire implacabile e il terreno si circonscriveva sotto i piedi del Rabbì. Egli avrebbe voluto restare nascosto per alcun tempo in quel ritiro, onde meditare, onde meglio determinare la sua situazione, e poi decidersi sotto la pressione degli avvenimenti. Non lo potè. E' non andò alla sinagoga; il popolo venne da lui. La sua posizione era critica: eclissarsi e mostrarsi, egualmente pericoloso. Del resto non gliene fu lasciata la scelta.
Gesù era sceso sulla spiaggia verso l'ora ottava per recarsi a Cafarnaum, dalla moglie di Zebedeo che era ammalata. Alcuni Farisei ed alcuni Erodiani che si trovarono là, lo circondarono, e il cerchio in breve cominciò a farsi fitto. Gli agenti provocatori non mostrarono nessuna disposizione ostile. Festeggiarono dapprima il ritorno del Rabbì, perchè era corsa voce che avesse abbandonato il paese; poi cominciarono ad interrogarlo, come gente che ha voglia d'illuminarsi. Gesù comprese.
— Tu ci hai detto che sei il Messia, gli dissero, e noi siamo fortunati di crederti. Ma mostraci almeno con un segno, che tu sei quell'inviato di Dio che noi attendiamo.
Gesù sospirò profondamente. Capì la perfidia di questa domanda. Che cosa doveva egli rispondere? che era il Messia, provandolo con delle cose sorprendenti, e chiamando il popolo all'insurrezione? A pochi passi di distanza, i soldati di Antipas lo spiavano. Rifiuterebbe di dare il segno che gli si chiedeva? l'avrebbero beffato, bandito come un impostore, posto alla berlina: ben felice se si fossero limitati ad annegarlo nel lago. Gesù, le cui principali qualità erano la presenza di spirito ed il sangue freddo, rispose:
— Quando la sera voi scorgete il cielo tutto rosso, voi pensate: domani farà bello. Quando lo vedete rosso il mattino, voi sclamate: oggi farà cattivo tempo. Ebbene, ipocriti, se voi potete indovinare i segni della faccia del cielo, perchè non indovinate voi altresì i segni dei tempi? Una generazione miserabile ed adultera domanda segni del cielo? Io non ne ho alcuno a darle, eccetto quello del profeta Giona.
— Insultare non è rispondere, o Rabbì, gli gridarono da tutte le parti. Se noi ti domandiamo il marchio del tuo apostolato di Messia, gli è perchè tu ti presenti come tale, e la trinci da figlio di Dio. Se tu non ti mostri così, sei un empio, e noi ti tratteremo come si trattano i bestemmiatori.
I discepoli del Rabbì, che si trovarono presenti, intervennero. Gesù, protetto da essi, indietreggiò di due passi e si gettò nella barca di Simone che si dondolava sulla spiaggia. I suoi discepoli lo seguirono, e fecero forza di remi. Era tempo: cominciavano già a lapidarli.