XI.
Ed avendo preso un'anfora, uscì ad attinger l'acqua[56]. Quand'ecco una voce che le dice: Vi saluto, piena di grazie[57]; il Signore è con voi; voi benedetta fra tutte le donne. Maria guardò a dritta ed a manca per scorgere donde quella voce venisse. Poi tutta tremante tornò a casa e lasciò l'anfora, ed avendo presa la porpora, si assise alla sua sedia per lavorare. Ed ecco che l'angelo del Signore se le presenta e le dice: Non temete, Maria, voi avete trovato grazia appo il Signore. Ed ascoltandolo, Maria pensava fra sè: Concepirò per il Dio vivente e partorirò come ogni donna che genera? E l'angelo: E' non sarà così, Maria! lo Spirito Santo verrà su voi e la virtù di Dio vi coprirà della sua ombra. Ed ecco perchè il santo che da voi nascerà[58] sarà chiamato il figlio del Dio vivente. Gli darete il nome di Gesù, perchè sarà desso che salverà il suo popolo dai peccati di lui. Ed ecco pure che la vostra cugina Elisabetta ha concepito un figliolo nella sua vecchiezza, e questo è il sesto mese per lei che era addimandata sterile, perciocchè tutto quanto io vi dico, non sarà impossibile per Dio. E Maria: Ecco la serva del Signore; che sia fatto secondo la vostra parola.
XII.
Ed avendo terminato la porpora e lo scarlatto, li portò al gran sacerdote. E' la benedisse e disse: O Maria, il vostro nome è magnificato e sarete benedetta in tutta la terra. Maria avendo concepita una grande gioia, se ne andò ad Elisabetta sua cugina e picchiò alla porta. Elisabetta, intendendola, accorse, aperse e le disse[59]: Donde dunque mi capita questa fortuna che la madre del mio Signore venga a me? imperciocchè quello che è in me, ha trasalito e vi ha benedetto. Ora[60] Maria ignorava ella stessa questi misteri di cui l'arcangelo Gabriele le aveva parlato. E guardando il cielo le disse: Chi sono io perchè tutte le generazioni mi dicano così avventurata? Ma di giorno in giorno il suo ventre ingrossava, e, presa da paura, Maria se ne tornò in sua casa e si nascose dai figli d'Israele[61]. Ella aveva sedici anni quando questo mistero s'operò.
XIII.
A capo del sesto mese, ecco che Giuseppe ritornò dai suoi lavori di carpentiere, ed entrando in casa sua vide incinta Maria. Col viso abbattuto (e' si gettò per terra e pianse amaramente) dicendo: Di qual fronte oserò guardare io il Signore Iddio? quale preghiera farò io per questa piccola creatura che ricevei vergine dal Tempio del Signore Iddio e non l'ho guardata? Chi mi ha ingannato? Chi ha fatto questo male in casa mia? Chi ha cattivata e sedotta la vergine? Non mi è avvenuta una storia simile a quella di Adamo? perchè all'ora della sua gioja il serpente entrò, trovò Eva sola e la sedusse? Sì, sì, simile cosa emmi arrivata. E Giuseppe risorse di terra, ed avendo presa Maria, le disse: O voi che eravate così gradita al Signore, perchè avete voi fatto ciò ed avete obliato il vostro Dio, voi ch'eravate stata allevata nel santo dei santi? Perchè avete voi avvilita l'anima vostra, voi che ricevevate il vostro nutrimento dalle mani degli angeli?[62] Perchè avete fatto ciò? Ma ella piangeva amaramente dicendo: Io sono pura; io non ho conosciuto alcun uomo. E Giuseppe di rimando: E donde vi viene dunque codesto che avete nel seno? Maria rispose: Il Signore mio Dio è vivente: io ignoro donde questo mi venga.
XIV.
E Giuseppe, affatto interdetto, persisteva nel suo pensiero: Che mi farò io di lei? Poi dicevasi in fra sè: Se nascondo il suo peccato, io sarò trovato colpevole nella legge del Signore[63]; se la denunzio agli occhi dei figli d'Israello, temo che ciò non sia giusto e che non trovino che io consegno il sangue innocente ad un giudizio di morte. Che farò dunque di lei? Certo, io l'abbandonerò di nascosto. La notte lo sorprese. Ed ecco che l'angelo del Signore gli apparisce in sogno dicendogli: Non temere di ricevere codesta giovinetta, perocchè ciò che è nato in lei è dello Spirito Santo: ella partorirà dunque un figliuolo, e tu gli darsi il nome di Gesù, perchè sarà desso che salverà il suo popolo dai suoi peccati. Giuseppe si alzò dopo questo sogno, e glorificò il Dio d'Israello che avevagli fatto questa grazia. E tenne seco la fanciulla.
XV.
Ora, lo scriba Annas venne a Giuseppe e gli disse: Perchè non avete voi assistito all'assemblea? E Giuseppe: Ero stanco del viaggio e mi sono riposato il primo dì. Ed essendosi vôlto, lo scriba vide Maria incinta. E' se ne andò correndo al prete, e disse: Giuseppe, che voi avete garantito, ha peccato gravemente. Ed il prete: Cosa è dunque? E lo scriba: Ha contaminata la vergine che aveva ricevuta dal Tempio, ha celate le sue nozze e non le ha dichiarate ai figli d'Israele. Il principe dei preti rispose: Giuseppe ha fatto ciò? E lo scriba Annas a ripetere: Mandate dei ministri e la troveranno incinta. I ministri andarono infatti e trovarono vero il detto dello scriba. Essi condussero con loro Maria e Giuseppe al giudizio. Il prete disse: Maria, perchè avete voi fatto ciò? perchè avete voi avvilita l'anima vostra ed avete obliato il Signore vostro Dio, voi ch'eravate stata allevata nel santo dei santi, che avevate ricevuto il vostro cibo dalla mano dell'angelo, che avete udito i suoi misteri (ed avete palpitato di gioia alla sua presenza): perchè avete voi fatto ciò? Ma ella piangeva amaramente dicendo: Ne attesto il Dio vivente! sono pura alla presenza del Signore, non giacqui con uomo. Il prete disse a Giuseppe: Perchè avete voi fatto ciò, voi? E Giuseppe: Il Signore Dio è vivente (ed il suo Cristo[64] è vivente) perchè io sono puro di lei. Ed il prete di nuovo: Non dite una falsa testimonianza[65] ma il vero: voi avete nascoste le sue nozze e non manifestate ai figli d'Israele; e non avete inclinata la vostra testa sotto la mano onnipotente[66] affinchè la vostra razza fosse benedetta. Giuseppe si tacque.