Dominato dalla sua preoccupazione, credendosi assalito pure in questo ritiro negli stati del Tetrarca della Golonotide — Filippo, un'altro figlio di Erode — egli pensava nascondervisi per qualche tempo. Avrebbe voluto sottrarsi alla fatalità che lo impelleva verso Gerusalemme ove io lo attiravo. Chiese dunque ai suoi discepoli:

— Gli uomini di qui, dicono essi pure che io sono il figlio dell'uomo?

— Gli uni dicono, rispose Giovanni, che tu sei Johanan il Battista; gli altri che sei Geremia; alcuni che sei Elija o un altro dei profeti.

— E voi, chi credete voi che io mi sia?

— Che tu sei il Cristo, figlio del Dio vivente, rispose Simone bruscamente.

Gesù che si compiaceva molto di questo titolo il quale rispondeva meglio, pel suo vago, alle sue aspirazioni ancora indecise e assai complesse, lodò Simone della sua adulazione, e l'incoraggiò con promesse. Credendosi pertanto traccheggiato anche a Caesarea-Philippi dai suoi nemici, congedò una parte dei suoi discepoli, e con due o tre di essi soltanto, s'avanzò nelle vallate del monte Hermon onde raccogliersi per alcuni giorni. Raccogliersi solo; poichè ormai aveva presa una risoluzione.

Il Rabbì di Nazareth rinunziava definitivamente alla parte di messia politico, che aveva per qualche tempo accarezzata, dopo il quadro che io gli aveva tracciato della situazione degli spiriti nell'antico regno d'Erode. Io non avevo nulla esagerato nondimeno, come gli avvenimenti più tardi lo provarono. Ma Gesù, avendo nelle sue peregrinazioni toccato soltanto i paesi fenici, greci e romani, aveva creduto che il popolo ebreo dividesse con loro il sentimento di tolleranza del giogo romano. Avendo abdicato il titolo di figlio di David, cui alcuni mesi prima aveva vagheggiato, egli si era deciso per la parte di figlio di Dio che viene ad annunziare il regno di suo padre. Questo bisticcio, che non significava nulla, poteva prendere tutte le forme che le circostanze avrebbero indicate.

Il tipo di Rettore universale concepito da Gesù era quello di un gran sacerdote-re, il quale nel nome di Dio governasse e conducesse in via assoluta corpi ed anime — la monarchia teocratica la quale non conosce altro padrone che Dio con cui s'identifica, nè altro limite che le proprie aspirazioni — (il papato come è inteso oggidì al Vaticano).

Questo tipo non era realizzabile nei paesi misti, sotto la dominazione degli eredi d'Erode. La mescolanza di razze, di popoli, di credenze che s'incrociavano nelle provincie sotto la dominazione indiretta dei Romani, si opponeva a questa feroce autocrazia, quand'anche quei suscettibili figli di Erode fossero stati così dabbene da lasciarle gettare le sue basi nella loro casa. Occorreva dunque emigrare, e tosto; perchè i pericoli crescevano, si accumulavano dinanzi il Rabbì. Dove andare?

Io gli aprivo le porte di Gerusalemme, preparandogli una calda accoglienza. Io aveva bene specificato a quali condizioni. Gesù voleva sottrarvisi, e trar partito del favore che io gli preparava.