Tale era il sagan — un bell'uomo d'una cinquantina d'anni, rotto a tutti i vizii ed a tutte le astuzie, — che io stava per prendere a giudice della mia condotta.
Gli raccontai tutto: i miei passi presso l'Ida, l'accoglimento che ne aveva avuto, la mia lotta interiore, la risoluzione da me presa. Hannah m'ascoltò seriamente, tranquillamente, poi mi chiese:
— Hai tu la forza di strappare codesta passione dal tuo cuore?
— No. Ho provato, e non ci sono riescito.
— Lo vedo. Il tuo viso porta le traccie della sua lotta. Allora che vieni a domandarmi? Ogni transazione per mascherare la vergogna del tuo matrimonio, sarebbe un'altra vergogna. La passione non ha logica, non può quindi avere un codice. Agisci francamente, apertamente, altamente. Sposa quella donna, e aspetta dal tempo il rimedio.
— Ella non ha alcun parente a cui dirigermi. Non oso presentarmi a lei di nuovo, per paura di romper tutto. Vuoi tu andare a domandarle per me la sua mano?
— Son pronto.
— Non ne arrossisci? Non indietreggi dinanzi il rimprovero di esser entrato in una casa impura?
— Per nulla. Soltanto combineremo una storia, che allontani più ch'è possibile di tali rimproveri.
— Ti lascio piena libertà d'azione.