Moab stava per portarlo.

Egli si recò da Pilato.

Lo trovò in un piccolo appartamento nella torre Mariamna, molto poco ed assai semplicemente ammobigliato. Dappertutto c'erano soldati romani, cosicchè l'avresti detto alloggiato in un accampamento in tempo di guerra. Moab fu introdotto appena fece dire qual era il suo nome, e che veniva da Berachah.

Una certa emozione si dipinse sul viso di Pilato. L'aspetto di quell'uomo gli faceva ricordare tante cose, tanti giorni felici, irrevocabilmente tramontati! Imperciocchè Pilato era davvero cupamente triste, pallido più del solito, e come consunto da una febbre che non gli dava tregua. Lo si sarebbe detto convalescente. Aveva ancora il braccio avvolto in un pezzo di stoffa.

— È accaduta qualche disgrazia? gli chiese Pilato ansiosamente.

— La disgrazia sta di casa da noi, rispose Moab, non può dunque più arrivare.

— Parla, allora. È Ida che t'invia?

— No. Ella non conosce il passo che io faccio. Agisco di mia propria ispirazione.

Pilato prese un'aria più fredda, e soggiunse:

— Cosa vuoi dunque?