— Ecco, in due parole: m'occorre una tua lettera ad Ida, nella quale tu, nella maniera più definitiva e più formale, le dichiari che la non debba più pensare a te, perchè tu sei felice con tua moglie.

— Proprio! sclamò Pilato.

— Che la debba maritarsi, se trova uno sposo, e dimenticare il passato.

— È tutto?

— Non ancora. Mi farai poi uno scritto, in nome di Cajus Crispus, che dica ch'egli l'ha ripudiata, e che Ida è libera di convolare a nuove nozze.

— Quante nozze nelle tue parole! Stanno esse soltanto nel tuo discorso?

— No.

— Come no! Ida si mariterebbe dunque di già?

— Non è lei che si marita, sono io che la marito.

— Tu? ma, fulmini di Giove! parla dunque chiaro e presto.