Ricorderò qui che io non conosceva nulla allora di tutto ciò che ho raccontato di Pilato e d'Ida, e che io credeva sempre che ella fosse stata l'amante di Crispus.

Claudia m'aspettava con impazienza da diversi giorni. Cento pazzie fermentavano nel suo capo.

— E il tuo messia? — mi domandò avanti che io neppure avessi passato la soglia della sua porta, — ove l'hai tu lasciato, il tuo messia? Perchè non entra?

— È per istrada, Claudia; arriva fra pochi giorni, al quindici di questo mese.

— Gli piacerebbero le mascherate, per avventura?

— Credo che non n'esca giammai, risposi ridendo. Hai dunque molta fretta d'interrogarlo?

— È desso almeno del calibro di Simone di Samaria?

— Non posso compararli; non lavorano nell'istesso genere. Ma il mio Rabbì, Claudia, mi sembra un compare non comune. È serio; è severo; difficile a maneggiare, come un giovine mulo; non ha passioni che diano presa su di lui; è ostinato e disinteressato; e vaneggia come dieci profeti.

— È dunque la perfezione che sei ito a dissotterrare in quella provincia! osservò Claudia. Mi dai la febbre dal desiderio di vederlo.

— Non potrei surrogarlo io, per un momento?