— Sei curioso? Ebbene non ti dirò nulla. Quando una donna ha una piaga, è già molto se la mostra al suo medico.
— Preferisco vedere le tue belle spalle, o Claudia, ed i tuoi occhi tumultuosi, che le tue piaghe. Ne ho abbastanza delle mie.
— Dimmi anzitutto a che punto sono i nostri affari più serii.
— Non potrebbero progredire più prosperamente. La Galilea e la Samaria non attendono che una parola per insorgere. In quei paesi, gli Erodiani ed i Zeloti che seguono i figli di Giuda di Gamala, sono animati d'uno spirito irresistibile. Antipas arriverà per la festa del paschah con un seguito numeroso, il quale prenderà le armi al momento della sommossa. Un migliajo di giovani del suo Stato lo precedono in occasione della festa, ed i sotterranei del palazzo d'Antipas si riempiono già di ciò che occorre per armarli. Il popolo di Gerusalemme è molto eccitato. I Farisei ed i Sadducei che si odiano fra loro, convengono in questo: che val meglio, cacciati i Romani, che uno dei due partiti resti padrone, dopo la distruzione dell'altro, anzi che lasciar dominare lo straniero, il quale li schiaccia tutti, anche quando favorisce il Sadduceo. Gli Esseniani, che professano principii contrarii a quelli dei due altri partiti, s'accordano in questo con loro: che occorre purificare il suolo d'Israello dalla presenza degli infedeli. Noi, Sadducei, vogliamo un governo oligarchico che soggioghi il partito del Tempio, una repubblica con gli efori come in Grecia. I Farisei vogliono una monarchia popolare, ma sacerdotale: il prete ed il re, confusi nell'istessa persona. Gli Esseniani vogliono una monarchia, o piuttosto una repubblica teocratica, ma tutta del popolo, tutta per il popolo, e fatta dal popolo. I Zeloti sono comunisti come gli Esseniani. Ma tutto ciò detesta Roma e vuole frangere la potenza. Infine, il Rabbì che io conduco vuole l'assorbimento del popolo e della nazione in un sol uomo, che emani direttamente da Dio, che abbia potere illimitato sulle anime e sugli individui, che confonda il trono e l'altare, che confonda le nazioni nell'istessa abdicazione in favore di questo eletto di Dio, luogotenente di Dio, onnipossente come Dio, arbitrario come Dio, figlio di Dio, e dell'istessa sua essenza.
— Che abbominevole garbuglio!
— Questo garbuglio però, forma un massa contro Roma. Hanno delle armi, del cuore, della disperazione e della costanza, sono irriflessivi ed atroci.
— Il tuo Rabbì entra dunque egli pure nella politica?
— Per la porta di dietro, ma vi s'impianta come un pilastro.
— Legge egli nel pensiero?
— Io non l'ho veduto leggere che l'ebraico nel Torah, e molto bene.