— Più facilmente che gli uomini, quando l'uno è posto così alto e l'altro così basso.

— Scusa! c'è un tratto di unione in acciajo che avvicina le distanze.

— E' può sopprimerle, piccino mio, non mai ravvicinarle. Del resto Cajus Crispus è maestro in fatto di conoscenze di montagne che camminano, e può darti migliori spiegazioni delle mie.

— Non capisco nulla a tutte codeste chiacchiere, disse Claudia. Io so soltanto che Crispus è stato un uomo indegno ripudiando questa ragazza ebrea, che è, dite voi, oscura, povera e modesta, e conservando la sua moglie di Roma, che è ricca, infame, nella bocca di tutti i giovani effeminati e di tutti i vecchi impuri della via Sacra.

— Lasso! fece Pilato, gli uomini non hanno sempre il coraggio di uccidersi, quando contraggono la lebbra di certi amori, che divengono come la tonaca di Nesso. Ho imparato a perdonare.

— Gli è che hanno dessi nell'anima una lebbra più sordida ancora di quella del cuore, la quale li rende vili, fe' di rimando Claudia, fissando sopra suo marito un tale sguardo di sprezzo, che avrebbe sepolto a cento braccia sotto terra la statua di Giove Capitolino.

Pilato s'accorse che la conversazione prendeva una piega doppiamente pericolosa; ma volle lanciarmi un altra freccia prima di partire. Io non compresi la malignità di questa scena che più tardi, quando seppi che Ida era stata sua ganza. Pilato mi odiava come amante di sua moglie, come colui che gli rubava le ultime memorie di quella ganza, e gongolava nello stesso tempo che la fatalità riparatrice gettasse fra le mie braccia, come moglie, quella che egli aveva posseduto come favorita.

— Giovane, diss'egli, tu hai avuto fretta d'entrare in quel paradiso ove i libri sacri del tuo paese nicchiano il serpente. Se ve lo trovi ancora, se ti morde, ricordati che Ida, la quale conosce così bene il valore del tempo, sa pure che ella conserva, anche dopo il divorzio, quel diritto di cittadina romana che le aveva conferito suo marito, e che v'è a Gerusalemme un procuratore di Roma per renderle giustizia.

Non attese la mia risposta e partì. Io era impaziente d'inviare ad Ida i documenti ed il messaggio che dovevano decidere della mia sorte. Il sagan si condusse lo stesso giorno a Berachah.

Una grande costernazione regnava nella casa, in causa della scomparsa di Moab. Si passava in rivista ogni sorta di congetture, tutte lontane dal vero. Ciò che Moab aveva fatto, era per induzione e per determinazione personale. Ida non ne sapeva nulla.