— Egli ti ama. E ti conosce abbastanza per condurti come sua moglie sotto il tetto ove suo padre è morto, ove sua madre dorme, ed ove sua sorella vive.

Ida dette di nuovo in singhiozzi.

— Dio mio! perchè sono io indegna della felicità, che è serbata alle altre fanciulle della mia età!

— Consolati, Ida; tu non sei la prima donna ripudiata, la quale passi dal letto desolato d'un marito che la respinge a quello di un marito che l'attende come una benedizione.

— Io non sono una donna ripudiata, io.

— Che importa se il mondo lo crede, dacchè l'uomo che ti vuole sua dimentica cosa sei!

— Ma io amo, amo ancora, non posso obbliare, io. Io ho l'anima, il cuore, la bocca, gli occhi, tutta la mia esistenza, la notte come il giorno, desta o sognando, pregni di quell'uomo che ha avuto il mio primo bacio, che ha soffiato sulla bianca nuvola della mia infanzia.

— Giuda ti amerà per due.

— Oh! no; ciò è impossibile. Non aggiungiamo il rimorso al dolore. Non aggiungiamo ai ricordi d'un cuore gualcito, la ripugnanza alle carezze che sono sante dinanzi a Dio, e che diverrebbero infamia per me. Io non posso accettare l'offerta di cui mi parli. Mi sprezzereste se lo facessi.

— Se per mio conto io dovessi sprezzarti non sarei venuto a portarti la parola supplichevole del mio amico. Puoi accettare senza timore.