— Ma io non l'amo. Non si può darsi senza amare.

— Credi che sia più difficile il darsi ad un uomo che non si ama, che il prendere una donna che ne ama un altro?

Ida restò silenziosa per un istante.

— È impossibile, obiettò ella di nuovo. Non posso farmi a questa idea. Lasciatemi respirare. Se sapeste sopra quali rovine voi camminate. Un momento fa ho creduto morire. Mi si sospetta; mi si dice: Maritati! si dubita del passato, mi si sprezza forse... Maritati! Ma egli crederebbe tutto questo; riterrebbe certo che io non l'ho mai amato, che non l'amo più: sarei infame ai suoi occhi! No, no. Che m'importa che egli ami sua moglie, e che mi percuota le gote con codesto amore? Cosa sono io per essere orgogliosa? Capisci, principe? Direbbe: ella si marita, eccola lì. Ieri diceva ancora: ritorna! ieri ella sperava ancora, si abbiosciava nella desolazione: oggi sorride al primo giovinotto che le sorride, e lo segue. Ella mentiva. Che importa che codest'uomo si chiami marito o amante? Ella lo segue. Il cuore non conosce nozze. Ebbene, principe, vuoi tu che io sia disonorata agli occhi d'uno d'essi e peccatrice dinanzi gli occhi dell'altro: indegna per entrambi? Ma non senti tu dunque che quest'aria palpita ancora dei baci di un altro?

— Calmati. Tu entrerai in un altro mondo.

— Non ce n'è che uno di possibile per me: quello della tomba. Ovunque, fuori di là, v'è il rimprovero e l'obbrobrio.

— Ascolta, figlia mia, disse il sagan prendendole le mani agghiacciate: prima di vederti e di ascoltarti, nel mio cuore io condannava il mio amico. Io mi diceva: Perchè far violenza ad una donna che ne ama un altro? perchè urtare contro una passione che brucia di fiamme così cupe? Ora io comprendo il mio amico. Non lo biasimo più, lo scuso. Lo compiangerei, al contrario, se il mio messaggio non riescisse. Io peso tutte le tue ragioni; e ti stimo. Ma rifletti d'altra parte, figliuola mia, al tuo avvenire. Dico di più; rifletti all'attuale tua posizione. Chi sei tu? Cosa sei tu? Ogni cosa che ti circonda è una creazione della tua vergogna. Ogni soffio d'aria che respiri è pregno di disprezzo. Tu trovi un uomo il cui possente amore ti attrae in una più pura atmosfera. Non vuoi seguirlo perchè non lo ami, perchè ne ami un altro. Ti ama egli dunque ancora, colui che ti respinge? Comprende egli dunque il tuo sacrifizio? Che cosa ti consiglia egli?

— Mi disprezza, mi deride, mi crede già infedele alla sua memoria. Mi spinge a maritarmi. Mi percuote sempre e poi sempre colla sua confessione, ch'egli ama sua moglie.

— Vedi dunque; tu non sei più una donna per codestui. Tu sei una cui egli ha beneficata, e ti accusa già d'ingratitudine. L'altro invece...

— Ma gli è precisamente perchè io stimo il tuo amico e ne ho compassione, che io indietreggio, o principe. Fuggirò appena sia Moab di ritorno. Non so cosa diverrò, ma non resterò più qui, ove io soffoco in mezzo a tanti testimoni della mia defunta felicità.