— E poi?
— Ma te ne supplico. Moab, lasciami vedere la tua padrona. Vengo a portarle la gioja. È così dunque che l'ami tu?
— Non inquietarti del come io l'ami. Non inquietarti di ciò che non ti risguarda. Non inquietarti del passato della mia padrona e di penetrarne le angoscie. La mia conclusione è questa: io conosco il pudore, la purezza, il profumo di questa viola mammola che custodisco da quasi due anni, e quali che sieno le apparenze e le ombre che abbiano velato, forse offuscato, il suo candore, non c'è una figlia di Sion che possa esserle paragonata. Io la vedo disgraziata e sola. Sola, poichè io sono tutto per lei, io straniero; io sono per lei padre, fratello, protettore, custode. L'ho adottata, io, a cui la mia fede proibisce d'amare la donna che avevo scelta, ed il figlio che la mi aveva dato. Io non comprendo la mia fede; non la discuto. La trovo crudele, insensata, immorale; ma non avendola inventata io, avendola accettata, la rispetto straziando il mio cuore la notte, e soffocando le mie lagrime il giorno. Ebbene, questa povera creatura sulla quale io veglio, colpita da un seguito di sventure, di cui Dio solo può comprendere e giustificare la durezza, questa povera vittima ha bisogno d'un protettore che la difenda, d'un cuore che l'ami nobilmente e puramente. La tua fiamma, Giuda, mi pare una di quelle luci che si scorgono la notte nei cimiteri: una scintilla della putrefazione.
— T'inganni, Moab.
— Lascia che m'inganni; non c'è alcun male. Di tutti gli uomini che ho conosciuti, Giuda, tu sei quegli che io mi ami di più dopo il Battista; che io stimi meglio, malgrado la tua empietà ed i tuoi vizii. Sei l'uomo al quale confiderei con minor timore il destino e l'avvenire di Ida; perchè sono convinto che un giorno ella ti amerebbe, e che la tua concupiscenza d'oggi, si cangerebbe domani in un nobile amore. Se tu continui a vederla, la tua fiamma divamperà sempre più e non so che cosa potrà accadere. Io non vorrei ucciderti pertanto! T'impedisco di vederla. Tu la vedrai, quando l'avrai domandata in isposa.
— Ma, amico mio, come vuoi tu che io sposi una donna che non mi ama, e che conosco imperfettamente?....
— Ecco perchè t'impegno a continuare la tua strada ed a lasciarci tranquilli.
— Ma consentirebbe ella a questo matrimonio, anche quando io consentissi a tentarlo?
— Ora no. Ma dal momento che tu sembrerai risoluto, io so il mezzo di determinarla a tutto.
— Mi amerà essa?