— Nè al Tempio. Ebbene, egli mi diede trenta mila sesterzii. Ed ancora, quel mariuolo di Cneus Crispus, sono sicuro, me ne rubò dieci o quindici mila.
— Te ne do altrettanti: conducimi qui tua nipote.
— Pubblicamente?
— Imbecille!
— Allora, principe mio, non ci siamo mica ancora.
— In che?
— Nel prezzo, per Dio!
— Sei tu che l'hai fatto.
— A quel tempo, sì: ma adesso la cosa è differente. Prima di tutto tu non calcoli i miglioramenti: due anni d'educazione e di esperienza che la tosa ha ricevuto da uno degli eleganti della corte di Tiberio, di cui un poeta cantava: tergo foemina, pube vir est. Ciò si paga. Tu sei un principe. L'altro era un soldataccio. A quell'epoca, Ida dimorava nella mia casa, ora sta nella sua, è libera. Può chiudermi la porta sul viso, se le aggrada.
— Quanto vuoi dunque?