— Quando si vedono i tuoi occhi, o Claudia, rispose il Rabbì con semplicità, non si cura di sapere se il sole brilla, o se si nasconde.
Claudia sorrise. Ella ignorava che quest'uomo, un momento fa così duro, così brutale, così amaro contro i Farisei, si trasfigurava da che scorgeva un fiore, un fanciullo, od una donna. Gesù sprezzava l'uomo. L'uomo feriva la sua squisita sensibilità, il tatto voluttuoso dei suoi nervi. Per contro il fiore lo incantava, il fanciullo lo inteneriva, la donna riempiva la sua anima di ineffabile soavità. Il profeta si cangiava allora in poeta; la voce si mutava in un canto; l'uomo che brancolava sulla terra, navigava per i cieli. Il Rabbì colla forza della sua volontà, aveva infranto la sua ruvida corteccia di Ebreo, e pulendo la sua anima, le aveva dato uno splendore dolce e squisito.
— Sei tu ammogliato, Rabbì?
— No, rispose Gesù. La donna è troppo elevata per me, perchè io possa innalzarmi fino a lei.
— Rabbì, riprese Claudia, non allogarla però così alto che la si trovi relegata nella solitudine.
Marcia arrivò colla tunica e la porse a Polla. Questa prese quel vestito di lana di Mileto, tessuto di cotone, dalle maniche serrate nell'alto, aperte dal gomito ai polsi ove un braccialetto od un cordone di seta le serra, tutta ricamata in azzurro, al collo, al petto e nei lembi.
— Hai mai assistito alla toeletta d'una donna, Rabbì? chiese ridendo Claudia.
— Sovente?
— Sovente!
— Sì: a quella delle tigri nel deserto. E ti assicuro, bella signora, che desse non sono meno lente, meno ricercate, meno difficili, quantunque meno civettuole, che la moglie d'un procuratore della Giudea.