In realtà, io aveva l'aria d'un importuno. Ciò raddoppiò il mio imbarazzo. Quando si ama si diviene stupido. Io amava per la prima volta nella mia vita. L'affrontai dunque con una sconveniente storditezza.
— Ieri, le dissi, ho dimenticato, nobile dama, l'oggetto principale che mi aveva condotto dinanzi a te. Avevo a rimetterti questa collana cui Erodiade, la moglie del tetrarca di Galilea, mi diede, dicendomi: La presenterai alla donna che ami di più. Ida, degna di accettarla.
— Ti sbagli d'indirizzo, o giovane. Non è per me quel gioiello: riponilo nel suo scrigno.
E non lo guardò neppure.
— Ti chiedo scusa, Ida, ripresi dopo un istante d'esitazione. Io non so a chi offrirlo, secondo la destinazione che Erodiade gli ha dato. Non ho moglie, non ho amica, non ho amante, mia madre è vecchia, le mie sorelle sono ricche e maritate. Io sono solo.
— Conservalo allora per quando non potrai più ripetere ciò che dici in questo momento. Non c'è motivo perchè io accetti il tuo regalo.
— Ciò mi avrebbe fatto pertanto un così gran piacere! Intorno a qualunque altro collo, questa collana perderà il valore.
— Cessa, e se non hai altro a dirmi, addio!
Gettai il mio giojello a Noah, dicendole:
— Comprane la tua libertà, quando non avrai più una simile padrona.