— Claudia, io non ti ho svelato un delitto: ti ho indicato una sventura. Soffoca la tua sete di sangue. Se uccidi tuo marito, il tuo amore per lui si cangierà in una veste di fuoco che ti consumerà per tutta la vita. Se fai perire la povera vittima, l'amore di tuo marito per lei, diviene immortale. Vuoi tu punirli? Dimentica e perdona.

— Rabbì, sono Romana, io. Mi vendico delle ingiurie che mi vengono fatte. Questa religione del perdono è la religione degli schiavi, i quali non hanno diritto ad avere dell'onore. Rabbì, tu che leggi negli animi, devi leggere nella natura: indicami un filtro. Io voglio che egli mi ami. Fino ad ora, ho sofferto in silenzio, pensando ch'egli pure soffrirebbe del mio disprezzo, della sua solitudine, del vedovaggio al quale io lo condannava. Poichè io sperava, lavoravo a soddisfare la sua ambizione, e vederlo allora ai miei piedi. Tu hai posto un aspide nel mio cuore. Egli ama altrove. Egli si rifà altrove del mio disprezzo. La vittima dunque sono io. La condannata alla solitudine, sono io; egli mi deride forse. Si delizia nella braccia d'un'altra. Impossibile. Bisogna ch'egli m'ami: bisogna che quella donna sparisca dal mondo.

— Ne prenderà un'altra; ne ha di già forse un'altra.

— Taci; vuoi dunque rendermi pazza? Che vuol egli? Vuol essere prefetto della Siria, delle Gallie, della Spagna, imperatore forse, che so io? Ebbene Rabbì, all'opera. Poni fuoco ai quattro angoli di Gerusalemme; incendia la Giudea; sii re degli Ebrei.... e dammi di che comperargli Cesare, che vende perfino se stesso. Va, predica, tuona, fulmina; l'ora è propizia. Pilato è assente. Io ti do tutto in mano, comando, palazzi, torri, fortezze, legioni; consegnami tua sorella. Tu esiti?

— Ti compiango.

— Rifiuti? allora saprò ben trovarla da me. Cneus Priscus è riescito in cose più difficili di codesto. Indicami almeno un filtro per addormentare il mio cuore. Che Messia sei tu dunque? Canidia, la saga del monte Esquilino, m'avrebbe di già soddisfatta. Vuoi dell'oro?

— Claudia, la pace non è nel delitto, ma nella verità. Hai mai chiesto a tuo marito se egli ti amasse?

— Quel miserabile sarebbe capace di dirmi che mi adora. Non mi ha egli sposata, togliendomi dal bagno di Tiberio? Arrossirei di rivolgergli una domanda simile.

— Gli hai mai detto che lo amavi?

— Vorrei piuttosto mozzarmi la lingua coi denti.