— Come vuoi tu dunque conoscere il vero, se fai a te d'intorno le tenebre?
— Rabbì, va, tu sei un povero allocco! Io ti chiedo un filtro, e tu mi porgi dei consigli; ti domando una malìa, e tu mi dai delle parole; ti dico, solleva il tuo paese! e mi rispondi che attendi la tua ora; domando di veder tua sorella, e mi consigli di assicurarmi se Pilato mi ami.... Donde vieni tu dunque, vaneggiatore? Non basta di aver scoperto, Dio sa come, uno dei miei secreti. Non basta proclamarti figlio di Dio: bisogna provarlo.
— Claudia, Dio non fa i miracoli per soddisfare la curiosità degli oziosi, come il tuo cuoco fa delle leccornie per solleticare il tuo palato, ma per manifestare i suoi eletti, ed indicare ai popoli la giustizia e la verità. Tu mi vorresti complice d'un'atrocità; io vorrei innalzarti alla luce della carità. Tu mi hai chiamato, io sono venuto: ma per consolarti per illuminarti, per ricordarti il tuo dovere di donna che solo può ricondurti il marito, e sottrarti all'infamia. Tu sei sorda, e domandi dei miracoli, e mi spingi alla ribellione. Io non opero pegli uni o pegli altri, Claudia; io mi voto e sacrifico per tutti. Nè il tuo aiuto, nè la tua opposizione, non possono influire sopra i passi del figlio dell'uomo: io sono l'eletto, io sono la volontà di mio Padre. Tu ardi dal desiderio di vedere Gerusalemme nel sangue. Ahimè! la vedrai.
— Rabbì, tu farnetichi. Un'ultima parola ancora, perchè, fin qui, abbiamo divagato. Ecco la situazione. Amo mio marito. Sono gelosa e dubito. Io cospiro contro il mio proprio paese per saziare l'ambizione di Pilato. Ti ho chiamato per conoscerti, dopo che hai accettato di divenire il capo dell'insurrezione della Giudea; per vedere colui che si addimanda figlio di Dio, e fa dei miracoli; per conoscere da te, se i miei dubbii e la mia gelosia sono fondati; per avere da te, uomo dei prodigi, un qualche cosa, onde farmi amare, o cessare di amare. Tu non m'hai soddisfatta in nulla.
— Me ne dispiace.
— Ciò m'importa poco. Sono stata maturata dalla disgrazia, in mezzo alle feste ed ai piaceri, alla corte dell'imperatore del mondo. Non mi pasco di frasi, che il mio lorarium[14] farebbe rientrare a colpi di verghe nella gola del mio filosofo, se per caso ei se ne permettesse di simili. Voglio delle risposte categoriche a domande precise. Pilato m'ama egli?
— Non gli ho mai parlato. Nol so.
— Perchè dunque m'hai svelato che tua sorella era la sua amante?
— Perchè, a quest'ora tutta Gerusalemme forse lo sa; perchè iersera, dinanzi un gran numero di persone, ho denunziato ciò; e perchè io non mentisco giammai.
— E perchè in questo caso, rifiuti tu la tua opera per soddisfare il mio amore?