— Sì. Era molto triste. Credo che non mi guardò neppure. Mi chiese se trovassi questa dimora convenevole abbastanza per me, se avevo a lagnarmi di qualche cosa o di qualcuno. Gli raccontai il mio rapimento e gli chiesi d'esser ricondotta ai miei parenti. Perocchè, lo ripeto ancora, io non comprendeva per qual ragione ero stata gettata in mezzo a quelle ricchezze. Non mi rispose, e mi lasciò. Ritornò due o tre giorni dopo.

— Anche la sera?

— Sì, anzi io non l'ho mai veduto che di sera. Arrivava la notte, e partiva avanti il giorno. Qualche volta solamente è partito verso l'ora sesta. Questa volta pure ei sembrava molto oppresso. Si sarebbe detto che si rimproverasse ciò che aveva fatto, e che avesse rimorso di ciò che aveva intenzione di fare. Il nostro colloquio non fu lungo. Noah era lì. Io mi chiedeva: Chi è egli! che cosa vuole? In breve, questo sistema di silenzio e di riserbo non si alterò punto durante due mesi, ma le parti stavano per cangiare. Io principiava a provare un interesse inquieto, una simpatia insinuante, una compassione che mi turbava, per quest'uomo che mi sembrava così buono e così infelice. Mi rassegnavo ad una sorte che non comprendevo ancora, ma mi proponevo di conoscere il dolore misterioso che torturava questo sventurato e di alleviarlo.

— E l'hai penetrato codesto misterioso dolore?

— Mai. Egli ha rinculato innanzi a qualunque spiegazione; ed anzi, quando gli facevo delle domande su tale soggetto, egli accorciava la sua visita, e restava più lungo tempo senza venire. Ora non vi è nulla di più traditore per una donna, che la compassione. Essa cova, si trasforma, scava, rode; poi un bel giorno, scatta e trovasi amore. Gli è ciò che mi avvenne. A capo di sei mesi, io era pazza di passione.

— E lui?

— Sempre lo stesso: triste, freddo, pensieroso, qualche volta irritato, altre tenero per cortesia; ma il suo aspetto calmo, la faccia cupa, l'aria triste, lo scoraggiamento della vita, il suo abbattimento sinistro e tenebroso, riprendevano sempre il disopra. In uno di quegli accessi di passione, terribili e sconosciuti, che aveano tutte le forme, dalla disperazione fastidiosa allo stordimento dell'ebbrezza, io soccombetti.

Claudia balzò in piedi e si slanciò sopra Ida. Io la presi per le mani e la feci di nuovo sedere. Ida si levò anch'ella ed indietreggiò.

— Continua, continua, balbettò Claudia passando le sue mani sul proprio viso pallido, al punto che pareva non avesse più goccia di sangue nelle vene.

— Ponzio....