Per lui d'amor fur le donzelle accese,
E la potenza de' suoi franchi detti
Talor sul trono i re tremanti rese[[16]].
Chi non vede in questa pittura — diremo col Tedesco — il ritratto del fiero Ghibellino?
L'inferno dell'Immanuele è uno scheletro, dirò così, di quello di Dante nella Divina Commedia, e questa è prova novella che la prima idea fosse gettata dal poeta ebreo, idea che venne poi allargata, rimpolpata, compiuta.
Finge Immanuel trovarsi in uno stato d'angoscia da non dirsi.
Con pianti e con sospir pien di spavento
rivolge le luci al cielo ed ecco — come a Dante si appare Virgilio — a lui appare un uomo avvolto in fulgente ammanto che gli dice:
. . . .L'affanno del cuor sgombra
Perchè muto ristai? Perchè sì vano