E funesto timor il sen t'ingombra?
Quindi soavemente la sua mano
Alla mia pose, e aggiunsemi: Per trarti
Io venni in loco eterno, dall'umano.
E così questo Daniel[[17]] — che come abbiam detto per la maggiore parte de' critici non è che Dante trasfigurato — accompagna il poeta ebreo
. . . . . . . . nei sereni
Eterni campi e negli eterni fochi
soggiungendo:
Vuolsi così nel ciel: sarò tua scorta
Nei maledetti e ne' beati lochi;