SCENA III
MALFATTO servo, CECA serva.
MALFATTO. Per santo Niente-benedetto, per la croce de Dio, che voglio andar adesso adesso, mò mò, a trovar l'oste che fa la taverna e darli questi quatrini e fare che me dia un quinto de vino e un pezzo de trippa prima che torni lo mastro: che so che gridará, ma ch'adesso che me ne ricordo, non ce voglio piú stare con lui; ché me voglio conciare con questo bono uomo che me ha dati li quatrini, che dice che vole ch'io li sia compagno. Ed holli raccusato lo patrone che fa l'innamorato con una qua a basso. Cancaro! Ecco, alla fé, quella che dice che me vole per marito. Alla fé, la voglio aspettare.
CECA. Io ho trovato a punto el servo di Curzio e hogli fatto l'imbasciata. M'ha ditto ch'in casa di Filippa mi renderà la risposta.
MALFATTO. Io voglio andare a trovarla, a fé. Bona sera.
CECA. Oh! addio. Bona sera e 'l buon anno. Dove vai?
MALFATTO. Venivo a ti. Come sto io?
CECA. E che vòi tu ch'i' ne sappia come stai? Guarda ch'adimande da sciocco!
MALFATTO. Io volevo dire come stai tu.
CECA. Tieni le mani a te. Che farai?