FULVIA. Bene, eh? Non ti cuoce a te: però parli a questo modo.

RITA. Eh! madonna, vorrei che voi mi potessevo vedere el cuore; ché forsi mi terrestivo piú cara che non mi tenete.

FULVIA. El veggio, pur troppo, quando tu dici ch'egli ha fatto bene.

RITA. Io vi ho risposto a quel modo per ciò ch'ella è una galante giovane e degna d'essere amata (perdonateme voi) da maggior uomo che lui. Ed io, per me, se, come son donna, fossi un uomo e potesse, faria le pazzie.

FULVIA. Tu sei molto furiosa da poco tempo in qua.

RITA. Madonna, pregamo pur Iddio che la Ceca…

FULVIA. Chi Ceca?

RITA. …la serva sua, facci qualche cosa di buono.

FULVIA. Oh! Ben fará, sí: ch'ella è savia e lui ne ha voglia. Ma cominciamo, ch'ell'è tardo. E leviamoci di questa strada presto, acciò non c'intopassimo in lui: ch'io non vo' che sappia ch'io sia in Roma insino a tanto ch'io non l'ho in luogo ove che non mi possa fuggire.

RITA. Voltate di qua, se vi piace, ché l'è piú corta.