RUFINO. Ve l'ho pur detto: in casa di Filippa.
CURZIO. Orsú! Si vole che, come io sia in Banchi, tu te ne vadi fino a casa sua e che gli dichi ch'io non mancarò di andarvi per ogni modo stanotte e portarogli e' dinari.
RUFINO. Cosí farò. Ah! ah! ah!
CURZIO Che hai? di che te ridi?
RUFINO. Rido, ché voi gli volete dare quelle cose che sète incerto di avere.
CURZIO. Come ch'io ne sono incerto? Anzi, el contrario.
RUFINO. Bastaria che voi li avessevo in cassa.
CURZIO. Per mia fé, che, se io fossi certo d'andargli accatando, son per trovargli. Vadi el mondo come vole, che me delibero de non gli mancare.
RUFINO. Sí, se potrete. Andate pur lá.
CURZIO. Io poterò per certo. Non sai tu che Amore fa i seguaci suoi ingeniosi e scaltriti? Ma maledetto sia el signore ch'è cagione d'ogni mio danno!