TRAPPOLINO. Adesso.

CURZIO. Che domino poteva far costui?

RUFINO. Fatevi conto ch'el dove a merendare.

CURZIO. Fa' che tu gne llo ricordi la prima volta ch'erra, se tu me vòi esser amico.

TRAPPOLINO. Buon dí. Entrate.

CURZIO. Non curar, giotton, forfantello!

SCENA VI

MALFATTO, CECA, IULIA.

MALFATTO. Vedi mò che non ho voluto fare a modo del patrone, che li venga el cancaro a lui e a chi lo vede adesso! Ma, alla fé, che li voglio stracciare tutti li libri. Ben li trovarò io, sí; ché non li giovará de averli nascosti sotto lo letto. Oh! Adesso sé che voglio achiamar quello che lui me disse che sta qua dentro. Tic, tac.

CECA. Chi è la?