CURZIO. Fatti conto ch'el deve dormire.
RUFINO. Piú presto deve esser morto.
CURZIO. Di questo ne sei cagione tu.
RUFINO. E perché io?
CURZIO. Perché, se tu lo gastigassi qualche volta, sarebbe piú avertito alle cose mie che non è. Ma non piú. Va' e ripichia un'altra volta; e, se non risponde, gitta giú la porta, ch'io voglio entrare per ogni modo.
RUFINO. Cosí farò. Tic, tac, toc.
TRAPPOLINO. Chi è lá? chi è lá? chi è lá?
RUFINO. Malan che Dio ti dia!
TRAPPOLINO. Te dia el malanno e la mala pasqua a te. Oh patrone!
Perdonateme.
CURZIO. Non ti curar, forca! Vieni, vieni a oprire.