CURZIO. Non posso io desordinare una volta?

RUFINO. Fate voi. Vi priego che non l'aviate per male, ché l'amore ch'io vi porto mel fa dire e la pace ch'io vorrei vedere in casa vostra.

CURZIO. Credolo. Ma vattene innanzi e fa' oprire.

RUFINO. Signor sí.

CURZIO. Certo, gran sorte è stata la mia a trovar, in tanto bisogno, questi denari.

RUFINO. Tic, tic. Costui deve essere in cantina.

CURZIO. Non ci deve essere in casa, neh vero?

RUFINO. Io non vel so dire. Tic, tac.

CURZIO. Ripichia, ripichia meglio.

RUFINO. Che volete pichiare? Questo è un perder di tempo. Tic.