MALFATTO. La voglio abracciare nello letto, cosí, vedete.

IULIA. Fatti in lá, poltrone! se non hai voglia ch'io ti dia d'una pianella inel mostaccio.

MALFATTO. Perdonateme; ch'alla fé, io ve llo vorria fare per bene. E chi dorme con voi, la sera, quando è notte?

IULIA. Vedi adimanda scioca! Per certo, che questa di costui è una dolce pazzia. Non ci dorme nessuno. Perché?

MALFATTO. Perché sí. Non avete paura delli lenconi, voi, quando state sola?

IULIA. Hai tu altro che dire?

MALFATTO. Madonna sí; un'altra cosa. Ma io non vorria che voi me dessivo delle pugna.

IULIA. Pènsati che, si tu non parli saviamente, ch'io te lle darò; e saranno buone.

MALFATTO. Be', io non ve la voglio dire. Cagna! Voi sète troppo crudela.

IULIA. Orsú! Vatti con Dio, va'; e di' al tuo maestro che, se non è savio, io gli farò fare uno scherzo che se pentirá d'avermi mai cognosciuta.