Si è censurato l'invio delle navi da guerra e il bombardamento d'Alessandria come un attacco alla indipendenza di un governo e di un popolo straniero. Oggi le cose sono mutate. Tewfick non è più con Arabì, e questo, separandosi dal suo principe e servendosi delle truppe sulle quali non ha legittima autorità, è un ribelle contro il governo legale del suo paese. Perchè l'opera sua sia legittimata, bisogna che sia coronata dal successo, cioè che vinca, atterri il principe, costituisca un governo nazionale. Per ora, siccome il successo è ipotetico, egli è un ribelle.

Che vogliono le Potenze mediterranee, cioè l'Inghilterra e le Potenze che a lei si associerebbero? Il ristabilimento dell'autorità del Kedive, e però il ritorno di un governo che assicuri l'ordine all'interno e dia garanzie all'Europa. Pertanto Gladstone ieri, rispondendo all'on. Lawson, diceva che non era necessaria una dichiarazione di guerra, le truppe inglesi scendendo in Egitto quali amiche del capo dello Stato e per ristabilirne, d'accordo, l'autorità manomessa.

Ciò posto il nostro intervento in Egitto non sarebbe un'offesa ai principii di nazionalità ed all'autonomia di un altro paese. Noi vi andremmo per riprendere, quando dovrà riordinarsi il governo, quella influenza che ci compete, insieme alle altre Potenze che hanno interessi diretti in quel paese. La nostra presenza è una necessità per noi e per l'Egitto una garanzia, poichè sotto la nostra bandiera non sarebbe permesso alcun atto di conquista. Anche intervenendo in tre — appunto perchè tre — nessuno potrebbe restarvi, e tutti dovrebbero andar via dopo ristabilito l'ordine.

Perchè l'Italia aderì alla Conferenza e chiese l'accordo europeo? Per rompere l'accordo anglo-francese. Soli, eravamo impotenti, e perchè soli e male avveduti al 1879 fummo sacrificati. L'accordo anglo-francese non esiste più. Le parole dei Ministri francesi e quelle degli inglesi che parlano di cotesto accordo, sono una simulazione. I due paesi hanno conflitto d'interessi in Egitto, e scopi diversi a raggiungere. Da ciò lo invito che a noi viene dall'Inghilterra, la quale ama unirsi ad una Potenza come l'Italia, che non sogna l'Impero africano. Mancato lo scopo della Conferenza e noi avendo ottenuto quello che desideravamo con l'accordo europeo, non ci resta che provvedere ai nostri interessi nel Mediterraneo.

Qual'è la posizione degli europei in Egitto, in ordine di popolazione e quanto ai commerci? In ordine di popolazione — eccettuata la Grecia — noi siamo i primi; poi viene la Francia, poi l'Inghilterra, poi l'Austria, ultima la Germania. E dico esser noi i primi perchè della popolazione detta francese, appena una metà è di naturali, il resto essendo protetti. In ordine ai commerci noi siamo la quarta Potenza; ci segue l'Austria; ultima è la Russia. Della Germania non se ne parla. Le quattro Potenze che primeggiano vanno così collocate: Inghilterra, Francia, Olanda, Italia.

Quali sono le nazioni prospicienti sul Mediterraneo? La Spagna, la Francia, l'Italia, la Grecia. E le tradizioni, il passato? Italia e Grecia precedono.

Raccogliendo codesti dati e valutando gl'interessi diretti in Egitto e nel Mediterraneo che non possono lasciarsi vincere, è chiaro che primeggiano l'Inghilterra, l'Italia e la Francia. Escludo la Spagna, l'Olanda e la Grecia, perchè la prima non ha importanza in Egitto, nè per la popolazione, nè per i commerci; la seconda se l'ha per i commerci, non l'ha per la popolazione; tutte e tre sono Potenze di secondo ordine e non siedono in Costantinopoli.

Se coteste circostanze ci obbligano a prendere ed a tenere la nostra posizione, ci spiegano anche i motivi pei quali la Germania se ne lava le mani e l'Austria non si riscalda. In Berlino dicevano: «La questione egiziana se la risolvano coloro che vi hanno interessi diretti; non trarremo la spada per essa».

E dopo ciò parmi aver detto abbastanza per indicare quale dovrebbe essere il nostro contegno, per determinare i nostri diritti e i nostri doveri. In Egitto si scioglie la questione del dominio nel Mediterraneo, e possiamo rifarci delle sconfitte tunisine.

«Londra, 29 luglio 1882.