Qui mi dissero che non se ne lagnano, e che le relazioni dei due governi dureranno cordiali. Avrebbero desiderato una risposta favorevole; fecero l'offerta per provare all'Italia la loro vera amicizia.
Io non posso esporvi quello che fu detto stamattina alla tavola di un ministro dal quale fui invitato a colazione....
Mancini mi vuole in Roma. Perchè? Forse per mutare contegno? O per motivare il suo contegno e persuadermi che ha fatto bene? Pel primo motivo avrei bisogno di rivedere i capi di questo Ministero, e domani è domenica e tutto si mette a dormire per ventiquattro ore. Pel secondo motivo, è inutile il mio ritorno in Italia.
Londra, 30 luglio 1882.
Il 26 vi parlai di una possibile crisi ministeriale in Francia ed il 28 vi telegrafai (con un giorno di precedenza) che il Ministero Freycinet avrebbe avuto alla Camera una votazione contraria. Nelle mie lettere ho preveduto che se il Ministero italiano non si fosse associato all'Inghilterra per intervenire all'Egitto, questa si sarebbe messa d'accordo con la Francia e saremmo rimasti espulsi dal Mediterraneo. Le cose francesi sono andate come io aveva previsto. La seconda parte delle mie previsioni non è ancora realizzata, ma è in via di realizzarsi. Per evitare il gran danno, ieri telegrafai a Fabrizj[19] con la vostra cifra, nella speranza ch'egli avesse potuto scuotere Mancini dalla sapiente inerzia nella quale si è messo....
In Italia i giornali — moderati e progressisti — sono partiti da un dato falso. Essi credevano Francia ed Inghilterra d'accordo, e che l'invito all'Italia fosse partito da tutte e due. Nessun accordo fin'oggi tra Parigi e Londra, ma l'accordo può esser fatto domani col nuovo Ministero. Freycinet è caduto non già perchè voleva occupare il canale di Suez, ma perchè non voleva andare in Egitto. Il credito alla Camera francese fu respinto, non perchè si volesse rifiutare il danaro al Ministero, ma perchè il danaro chiesto da esso era poco. I francesi, dopo che gl'inglesi bombardarono Alessandria e cominciarono a mandar truppe in Egitto, vogliono intervenire anch'essi; e questo, e non altro, è il significato del voto di ieri; gl'inglesi avevan voluto prevenirli coll'alleanza italiana. Non ci sono riusciti. Non dovremo, nè potremo lagnarci se nel loro interesse si uniranno alla Francia e le faranno larghe condizioni.
Chi andrà in Francia al potere? O Waddington o gli uomini suoi. Il discorso fatto da lui al Senato è segnalato come un capolavoro. Siccome Gambetta non può andare e Freycinet non può restare, bisognerà che venga un Ministero il quale contenti la maggioranza parlamentare e ripigli l'impresa africana come era stata ideata sin da principio. Waddington combinò l'affare tunisino in Berlino, e Waddington ci cacciò dall'Egitto. Con lui, dunque, ed i suoi, sappiamo quello che ci attende. Noi saremo bloccati nel Mediterraneo, e questa volta la colpa è nostra.
Martedì sera sarò a Parigi.... Vi assicuro che la politica mi tiene inquieto e vorrei liberarmene.
Londra, 31 luglio 1882.
Ancora splende lo stellone d'Italia, e, nonostante i nostri errori, la posizione delle cose non è peggiorata: abbiamo tempo ancora per migliorare la nostra politica.