All'ora in cui scrivo (4 ½ pom.) nessuna notizia dalla Francia circa la soluzione della crisi. Ogni giorno che passa è un guadagno per noi. Qui grande battaglia alla Camera dei Pari per la legge sugli arretrati dei fitti in Irlanda. Lord Salisbury farà un emendamento che il Governo non accetterà; e se i Pari lo voteranno, non vi sarà modo d'intendersi fra le due Camere, e si prevede in tal caso lo scioglimento della Camera dei Comuni. I conservatori non credono di vincere nelle elezioni generali; nondimeno lord Salisbury si è incaponito e non v'è modo di dissuaderlo. Non voglio prevedere il caso di una vittoria dei conservatori, perchè allora la nostra posizione nel Mediterraneo deteriorerebbe.
La crisi parlamentare in Inghilterra — ove avvenisse — e la durata della crisi ministeriale in Francia, la quale anch'essa potrebbe esser seguita da una crisi parlamentare, darà a noi tempo di riflettere e di prepararci ad agire.
Nelle mie lettere ho detto abbastanza sul contegno che dovremmo tenere. Oggi farò poche considerazioni. L'Italia, nel Mediterraneo, dev'essere d'accordo con l'Inghilterra. Questa non teme lo sviluppo della nostra marina, anzi è lieta di questo sviluppo, perchè di fronte alla Francia è una forza di opposizione. Come vi dissi altra volta, l'Inghilterra non si preoccupa che della Francia. Amici degli inglesi ed alleati, non abbiamo da temere sui mari. Se avvenisse diversamente, non saremmo padroni delle nostre spiaggie.
Nella politica continentale, poi, il caso è tutt'altro. È nostro dovere agire di concerto con la Germania. Non agendo di concerto, dovremmo essere fortemente armati, perchè la Germania ci rispettasse e chiedesse l'opera nostra.
Sono identici i motivi della politica continentale e della politica marittima, in entrambe avendo innanzi a noi lo stesso nemico da combattere. Nella questione d'Egitto avevamo questo di bene, che unendoci all'Inghilterra, la Germania non ci era nemica. Quindi non v'era da esitare.
«Londra, 1 agosto 1882.
Siccome il telegrafo vi avrà annunziato, ieri gli emendamenti proposti dai conservatori alla legge per gli arretrati dei fitti d'Irlanda, furono votati a grandissima maggioranza. Il Governo non può lasciarli passare, e i Comuni non li accetteranno. Essendo impossibile un accordo su questo argomento fra le due Camere, lo scioglimento dei Comuni credesi inevitabile. Posso assicurarvi che il Ministero ne è preoccupato.
Lo scioglimento della Camera dei Comuni è visto da alcuni uomini politici coi quali oggi ho parlato, problematico nei suoi effetti. Vi sono di coloro i quali credono possibile la sconfitta dei liberali. Per l'Inghilterra non sarebbe un bene, perchè i conservatori nella questione irlandese non sono una garanzia, ma per noi italiani sarebbe un danno, Salisbury essendo stato l'autore di tutto ciò che è avvenuto contro di noi in Tunisi ed in Egitto. A prevenire ogni pericolo, bisognerebbe che Mancini legasse gl'inglesi con un accordo scritto. Ed egli lo può, prendendo occasione dall'ultimo suo dispaccio per la polizia marittima del canale di Suez. Fatta una convenzione, qualunque ministro venisse dovrebbe rispettarla.
In Francia sono talmente imbrogliati che la formazione di un Ministero diviene ogni giorno più difficile. I nostri fratelli in latinità ci danno tempo per agire. Voglia Dio che sappiamo profittarne.