A conseguire il primo fine abbiamo le nostre alleanze ed i nostri accordi. Il secondo fine propostoci spiega il nostro contegno verso la Bulgaria.»
«18 agosto.
All'Ambasciatore a Costantinopoli,
Con rapporto del 13 corrente, V. E. m'informava degli uffici di cotesto ambasciatore di Russia per indurre la Porta a fare passi energici a Sofia allo scopo di conseguire l'allontanamento dalla Bulgaria del principe Ferdinando, l'elezione del quale, al dire del sig. Onou, sarebbe stata disapprovata da tutte le Potenze.
Riguardo al modo di considerare questa elezione, non posso che confermarle il mio telegramma del 16 di questo mese, col quale lo autorizzava a porsi d'accordo coi suoi colleghi d'Austria-Ungheria ed Inghilterra per esprimere l'opinione che nella avvenuta elezione noi dobbiamo ravvisare, fino a prova contraria ed equivalente, una valida testimonianza della volontà del popolo bulgaro.
Il principio del rispetto della volontà delle popolazioni, come l'E. V. giustamente osservava, è, agli occhi nostri, il migliore elemento d'interpretazione dello spirito del trattato di Berlino, ogni qual volta si tratti di applicarlo a casi non preveduti.»
«20 agosto.
All'Ambasciatore a Vienna,
Non accetteremmo, come non l'accetta l'A. U., una reggenza affidata ad un generale russo [Ehrenroth]. Si prolungherebbe così, peggiorandolo, l'eterno provvisorio bulgaro. Non abbiamo predilezioni, ma il principe Ferdinando rappresenta per noi un principio di soluzione.
L'accordo su questo punto è completo con Londra e con Vienna.»