Certo, per la Russia, l'impero austriaco è un imbarazzo, quando non le è amico.
Nelle guerre del 1854 e del 1876 lo Czar potè ottenerne la neutralità. Al 1854, era molto vicina la campagna contro l'Ungheria, l'imperatore Francesco Giuseppe dovendo a.... la conquista del Regno di Santo Stefano. Al 1876 l'Austria ebbe il compenso della sua neutralità con la cessione della Bosnia e dell'Erzegovina.
Oggi la posizione è mutata. L'Austria e la Russia sono due rivali in Oriente. L'Austria non può permettere che la Russia giunga a Costantinopoli; la sua autonomia ne sarebbe scossa, ed il suo avvenire compromesso.
Nell'impero vicino la guerra contro la Russia sarebbe popolare. A Buda-Pest i russi sono detestati; ed a Vienna non sono amati. Gli ungheresi non hanno dimenticato il 1849.»
Capitolo Sesto.
Il primo viaggio a Friedrichsruh.
Crispi e la Francia — Giudizii di Crispi su l'Impero e su la Repubblica. — L'Esposizione di Parigi del 1889 e l'Europa monarchica. — Primo viaggio di Crispi a Friedrichsruh per visitarvi il principe di Bismarck: loro colloquii. — Il discorso di Torino.
Quando l'on. Crispi giunse alla direzione degli affari, la Francia era in un periodo di agitazioni. Il 17 maggio il ministero Goblet, ch'era al potere soltanto dal 13 dicembre 1886, aveva rassegnato le dimissioni; il signor Freycinet, incaricato di ricomporre il ministero, trovatosi dinanzi a difficoltà insormontabili, aveva rinunziato al mandato, che era stato dal Presidente della Repubblica offerto al signor M. Rouvier. Questi riuscì, escludendo dal nuovo gabinetto il gen. Boulanger, già popolare e indicato calorosamente dal partito radicale come il solo uomo capace di salvare il paese. Il ministero Rouvier, peraltro, sembrava dovesse essere un'amministrazione transitoria che avrebbe ceduto il posto ad un gabinetto opportunista presieduto dal Ferry e appoggiato dalla Destra. Queste previsioni non si avverarono intieramente; il Rouvier consegnò dopo pochi mesi il potere ad un ministero Tirard (12 dicembre 1887), che alla sua volta non durò quattro mesi. Anche la posizione del Presidente della Repubblica, Giulio Grévy, era scossa e il suo ritiro sembrava questione di tempo, ma tale eventualità era attesa con preoccupazione, temendosi che i radicali e i monarchici si mettessero d'accordo per elevare all'altissimo ufficio il generale Boulanger.
Le idee di Crispi sulla Francia erano note: conosceva profondamente la storia di quel paese, e aveva potuto meglio comprenderla soggiornandovi per lungo tempo; e se, astraendo dalla sua nazionalità, ammirava il genio del popolo francese, i grandi servigi da esso resi alla civiltà, come italiano era convinto che, e per le tradizioni storiche e per le diverse condizioni di sviluppo sociale e per i contrastanti interessi, un'Italia fiera della sua dignità, gelosa dei suoi diritti, non avrebbe trovato nella Francia che un'avversaria prepotente.
L'Impero e la Repubblica tennero con l'Italia contegno diverso?