I repubblicani dichiarano che non voteranno i bilanci.

E se il Governo farà un colpo di Stato? Thiers non lo temeva, e perchè l'esercito non si presterebbe e perchè Mac-Mahon non n'è capace per povertà d'ingegno e di mezzi personali. Gambetta soggiunge che, in caso di un colpo di Stato, l'Esercito si scinderebbe in due e vi potrà essere la guerra civile.

Comunque sia e quali possano essere gli avvenimenti, consideriamo questi dal punto di vista italiano.

I republicani e i reazionari affermano che vogliono essere amici con l'Italia e che nulla tenteranno contro di lei. Credo ai primi, dubito dei secondi.

Dubito dei secondi perchè il Comitato ispiratore dell'Eliseo è clericale, e il loro organo è il Figaro, che ha tanto insultato il nostro paese e il nostro Re....

Non dirò che domani ci farebbero la guerra, perchè tutti, senza eccezione, i partiti politici hanno una salutare paura del principe di Bismarck, il quale essi credono non ci lascerebbe soli. Certo però ne cercherebbero l'occasione e coglierebbero il menomo pretesto per attaccare brighe con noi.

E vedi quel che m'è avvenuto di constatare: in tutte le classi del paese si è fatta radicare l'opinione che l'Italia vuole fare la guerra alla Francia. L'ho combattuta questa opinione in quanti me l'hanno manifestata, ma ho dovuto riflettere che coloro che sono stati i primi a divulgarla hanno avuto in animo di prepararsi il motivo presso questo popolo per legittimare la guerra nel caso che un giorno essi ci attaccassero. Il certo però è questo, che i Francesi continuano i loro armamenti, e che tutti gli stabilimenti privati fabbricano armi d'ogni genere per questo Ministero della Guerra. Pensiamo dunque ai casi nostri, e teniamoci pronti a tutte le eventualità.

Rispondimi a Londra per mezzo dell'Ambasciata, se non altro perchè io sia sicuro che ti siano giunte le mie lettere.

Tuo di cuore
F. Crispi.»

«Parigi, 5 settembre 1877.