Eccellenza,

Prima di lasciar Parigi mi sento in dovere di darle conto delle ulteriori mie pratiche con questo governo.

Il duca Decazes, l'indomani della nostra conferenza, è venuto a rendermi la visita. Ero assente e non ci potemmo quindi vedere. Quel giorno, era il 31 agosto, ero andato a St. Germain-en-Laye dal sig. Thiers, il quale, siccome l'Ec. V. ha potuto saperlo telegraficamente, è morto ier l'altro.

Il ministro degli affari esteri avendo dovuto poi lasciar Parigi, mandò un suo impiegato dal sig. Ressman, primo segretario dell'Ambasciata italiana, onde disimpegnarsi della promessa datami per le chieste trattative in ordine all'art. 3 del nostro Codice Civile. Il Ressman e il detto impiegato si videro il 2 settembre e discorsero del suddetto argomento.

S. E. mi fece sapere che avendo esaminato ciò che noi chiedevamo, dovette persuadersi che l'applicazione dell'art. 3 del nostro Codice Civile agli italiani in Francia non potrebbe farsi che con una riforma nella legislazione di questo paese e che a ciò sarebbe necessaria l'opera del Parlamento. Per ora di cotesta riforma non saprebbero occuparsi; più tardi se ne potrebbe parlare, ma a tal uopo converrebbe che l'Italia ne iniziasse le trattative nelle vie ufficiali.

Il duca Decazes non è un simulatore, ma un uomo debole. A quanto pare avrà parlato col signor De Broglie, ministro di Giustizia, il quale presentemente ha tutt'altro in mente che il Codice Civile.

Colgo quest'occasione per ripetermi ecc.

F. Crispi.»

7 settembre. — Colazione da Emilio de Girardin, rue La Perouse 27, Champs Elisées. Visita alle Camere di Versailles. Il Questore Baze.

8 settembre. — Funerali di Thiers.