9 settembre. — Da Garnier-Pagès. Henri Martin.
«Parigi 9 settembre.
Caro Depretis,
Ebbi ieri il tuo telegramma, il quale tradotto suona così:
«Approvo completamente quanto hai fatto e credo bene che senza recarti a Londra, ti rechi senz'altro a Berlino.»
Martedì alle 3 di sera partirò per Berlino, dove giungerò l'indomani alle 7,45 di sera. Se lo crederò necessario, al mio ritorno passerò per Bruxelles e Londra. Mi regolerò secondo il bisogno.
Sarei partito anche prima, se non fossi stato un po' incomodato. Da otto giorni fui turbato in modo che ho dovuto ricorrere al medico. Oggi sto meglio, e spero che potrò fare comodamente il viaggio.
Qui ieri la giornata è passata tranquilla. Si temeva che i funerali di Thiers avrebbero dato il pretesto a qualche disordine. La calma del popolo fu veramente ammirabile. Qualche grido di vive la République, honneur à Thiers, vive Gambetta, e tutto procedette nell'ordine.
Se il parigino dimenticherà di correre alle barricate, ma si condurrà ubbidiente alle leggi, la causa della libertà trionferà in Francia, e sarà un pegno di pace per l'Europa.
Ai funerali intervennero tutti i rappresentanti esteri, ed anche il tuo amico, per ispeciale invito della Famiglia Thiers.