Se vuoi scrivermi dirigi le lettere a Berlino all'ambasciata italiana.

I miei omaggi alla tua signora e tu credimi

L'aff. tuo
F. Crispi.»

9 settembre. — Colazione da E. de Girardin. — Viene Gambetta.

«Parigi, 11 settembre 1877.

a S. M. il Re d'Italia.

Sire!

Prima di lasciar Parigi sento il dovere di dar conto a V. M. della prima parte del mio viaggio, e per lo meno di riferirle le impressioni che io ne porto.

Giunsi in questa città alle 6 pom. del 28 agosto, e ne partirò domani. Vidi il ministro Decazes, ed i principali uomini politici della Francia, dinastici e repubblicani.

Tutti rendono giustizia alla lealtà ed alla grande saggezza di V. M., alla bontà ed alla prudenza del nostro popolo. Tutti ritengono gli italiani dotati d'un gran buon senso politico, fortunati di avere un Re il quale ha saputo comprenderne le tendenze e che, in mezzo a tante difficoltà, li ha mirabilmente condotti a buon porto. Ma in fondo a questo splendido quadro appare un punto nero, sul quale dev'essere richiamata la nostra attenzione.