30 settembre. — Alle 6.30 pom. a Francoforte, dove troviamo varii telegrammi. Pernottiamo al «Frankfürterhof».
1 ottobre. — Alle 8.30 ant. si parte per Friedrichsruh. Poco prima di giungere a Büchen, ci raggiunge il conte di Bismarck.
Alle 9.15 siamo a Friedrichsruh. Il conte mi avvisa: «Mon père». Il Principe è alla stazione a ricevermi, e si avvicina al vagone in atto di aiutarmi a scendere.
Mi fa salire nella sua vettura e mi conduce a casa, che è a pochi passi. Sono ricevuto dalla Principessa, che si ricorda di me. Presento i miei segretarii: mio nipote Palamenghi-Crispi, Pisani-Dossi, Mayor.
Piccolo circolo. — Arrivo del dottore Schweninger. — Si va a riposare.
2 ottobre. — Mi alzo alle 6.30 del mattino.
Alle 11 il Principe sale nel mio appartamento a visitarmi. Si scusa di essersi alzato tardi. Ha dovuto obbedire al suo medico. Andrebbe ad aprire il suo corriere, e fra un quarto d'ora sarebbe libero; discenderei io nel suo gabinetto. Da lì a poco avvertito, scendo al pianterreno, e traversando poche stanze che si seguono in fila, giunto alla sala, d'ingresso trovo a destra una saletta dalla quale, saliti alcuni gradini, passo nelle stanze di studio del Gran Cancelliere. Nella terza stanza è il gabinetto, il quale è mobigliato molto semplicemente.
Il Principe siede alla sua scrivania. Al vedermi si leva e ci sediamo l'uno di fronte all'altro.
Il Principe fa un'esposizione della politica generale nei suoi rapporti con la Germania.
Egli vuole la pace; e constata con dispiacere come a turbarla esistano due sole Potenze, la Russia e la Francia. Egli però non ne teme. La triplice alleanza è una potente garanzia alla conservazione della pace.