«A Sua Eccellenza il Signor Crispi.

Con tutto il cuore ringrazio V. E. delle buone parole che ha voluto farmi giungere col telegrafo. L'analogia dei nostri precedenti storici, delle nostre aspirazioni nazionali e dei pericoli che possono minacciarci, ha creato tra i nostri due paesi quella solidarietà d'interessi che li ha predestinati ad una alleanza naturale e costante.

Io sono felice di essere chiamato a cooperare con V. E. al nobile compito di conformare la nostra politica all'amicizia dei nostri sovrani e ai principî di pace e di conservazione che dirigono le intenzioni delle Loro Maestà, prestandoci noi mutuamente l'appoggio morale e materiale contro qualsiasi attentato all'indipendenza dei due alleati.

L'elevatezza dei sentimenti di V. E. e dei ricordi nazionali onde la generazione è compresa in Italia come in Germania, ci dànno la fiducia che questa politica deve riuscire.

Von Bismarck.»

27 settembre. — Alle 9.50 pom. partenza da Roma.

28 settembre. — Arrivo a Milano alla 1 pom. Alle 5 a Monza. Alla stazione viene a ricevermi il general Pasi.

Alle 5.30 sono dal Re, col quale m'intrattengo sino alle 7. — Alle 7.30 pranzo. — Ritorno a Milano.

29 settembre. — Mi si scrive dal Rattazzi, che il Re verrebbe a Milano e che mi riceverebbe alle 5.30 pom.

Sono dal Re. — Alle 8.30 si parte.