«A Sua Altezza il Principe di Bismarck.
Sono felicissimo di esprimere a V. A. le mie felicitazioni per il 25.º anniversario della Sua elevazione alle funzioni nelle quali Ella rende così eminenti e gloriosi servigi all'Imperatore, mio amico venerato, e alla Nazione che è nostra fedele alleata. Che Dio conservi V. A. per lunghi anni alla grandezza della Germania, alla pace dell'Europa, alla mia amicizia ed alla mia ammirazione, sentimenti che sono condivisi dall'intera Italia.
Umberto.»
«A Sua Maestà il Re d'Italia.
Prego V. M. di gradire i miei umilissimi ringraziamenti per le graziose felicitazioni ch'Ella si è degnata indirizzarmi nell'occasione del mio anniversario. Sono felice della augusta approvazione che Vostra Maestà vuole accordare allo zelo che pongo nella realizzazione delle intenzioni dell'Imperatore mio Signore, mantenendo la politica di S. M. sulla via tracciata dall'alleanza e garentita dall'amicizia provvidenziale che unisce i Sovrani, le dinastie e le nazioni dell'Italia e della Germania.
Von Bismarck.»
«A Sua Altezza Serenissima il Principe di Bismarck.
In questo venticinquesimo anniversario del giorno nel quale un Sovrano illuminato vi chiamava nei suoi Consigli, il mio pensiero ritorna sulle grandi cose che avete compiuto. La patria tedesca unificata sotto uno scettro glorioso, l'Impero germanico rialzato dalle sue rovine e diretto da sedici anni verso uno scopo di pace e di conservazione, ecco i grandi titoli alla riconoscenza del popolo tedesco e all'ammirazione di tutti i vostri contemporanei, anticipatori della posterità e interpreti della storia. In nessun luogo meglio che in Italia si apprezza la grandezza della vostra opera: grazie al genio politico secondato dalle armi, pochi anni sono bastati per fare, di due popoli smembrati, due grandi Stati degni di comprendersi.
Vostra Altezza che conosce i miei sentimenti personali a suo riguardo, voglia gradirne ancora una volta l'espressione in questo giorno.
Crispi.»