Francesi contro italiani in Tunisia. Il Cardinale Lavigerie, con l'ausilio del suo Governo, è divenuto prepotente ed ha attirato a sè anche i maltesi.
Egitto: tribunali della Riforma.
Mi annunzia che il Consiglio di guerra in Francia ha respinto il progetto di costituzione delle truppe alpine.
Marocco: minacce della Francia al Sultano, che avrebbe rifiutato una indennità richiesta per la morte del Capitano Smith — Mi parla della necessità della neutralizzazione del Marocco: questo argomento dovrebbe essere l'oggetto della Conferenza di Madrid.
13 novembre. — Visita all'ambasciatore d'Austria e alla baronessa sua consorte. La Baronessa è assente.
De Bruck mi dà lettura di una Nota dell'ambasciatore austriaco a Parigi, nella quale riferisce una conversazione avuta col presidente della Repubblica, Grévy. Questi parlò delle cose di Bulgaria e dell'inchiesta parlamentare in Francia. Grévy avrebbe espresso l'opinione che l'elezione del Coburgo era legale e che la missione Ehrenroth non sarebbe riuscita più efficace di quella del Kaulbars; che in Bulgaria non vi sarebbe altro di meglio a fare che lasciar le cose come sono. Parlando dell'inchiesta disse che ne era addolorato. Egli però non si sarebbe dimesso; e tale sua risoluzione era presa per sentimento di patriottismo. La sua presenza al governo importava il mantenimento della pace e della tranquillità. La Francia andrebbe coinvolta in gravi disordini ov'egli non rimanesse al suo posto.
14 novembre. — Viene il conte Solms.
Finanze turche; mia proposta. Crede che ci distrarrebbe l'animo del Sultano. Rispondo che io non aveva fatto una proposta formale. L'idea, intanto, di un riordinamento delle finanze turche era venuta da Costantinopoli, in seguito a colloquî degli ambasciatori dei tre governi alleati.
Il Solms mi chiede se avessi avuto notizie delle pratiche della Francia presso il Vaticano. La Francia avrebbe promesso al Papa qualunque appoggio.
— L'Incaricato d'affari di Francia, signor Gérard, viene verso le 4 pom. al Palazzo Braschi.