«Debbo prevenire V. E. che qui all'Ambasciata di Germania si è molto preoccupati della mobilitazione e concentramento Mediterraneo della maggior parte della flotta francese. Il Prefetto Marittimo di Tolone ha ricevuto l'ordine di allestire la squadra d'evoluzione e quella di riserva, in tutto quattordici corazzate che debbono essere pronte in pochi giorni. Inoltre debbono poter entrare in servizio entro due o tre settimane, altre otto corazzate. Nella Manica non resterebbero che quattro o cinque corazzate, oltre qualche guarda-coste non destinate all'alto mare. Sarebbe utile conoscere che cosa pensino di questo concentramento l'Inghilterra e la Germania.»

Pochi giorni dopo era annunziato l'arrivo nel Mediterraneo della squadra inglese della Manica.

Nel campo finanziario le ostilità della Francia erano principiate mentre si negoziava per la rinnovazione del trattato di commercio. Tutti i titoli italiani furono artificiosamente deprezzati da un'acerba campagna della stampa, a cominciare dal Consolidato, che i giornali, nei bollettini della borsa, indicavano col dispregiativo di “macaroni„; il piccolo risparmio francese, che lo prediligeva e ne possedeva grandi quantità, fu consigliato a disfarsene.

La finanza germanica, per i buoni uffici del principe di Bismarck, fece quanto potè per attenuare i danni di questa guerra, e opporre una diga alla discesa dei corsi della rendita italiana, sia acquistandone sul mercato di Parigi, sia scontando gli effetti cambiari del nostro commercio e mostrandoci quella fiducia che la Francia ci negava.

Nella tornata del 5 marzo della Camera dei Deputati, l'on. Sonnino propose con elevate parole l'invio di un telegramma di auguri al Principe Imperiale di Germania, venuto a chiedere salute al mite clima della nostra Liguria. L'accoglienza che la Camera fece a quella proposta, appoggiata calorosamente dall'on. Crispi, fece la migliore impressione. Il principe di Bismarck ringraziò l'assemblea italiana della “nobile manifestazione„, la quale provava che l'amicizia dei due paesi, oltre che sulla identità dei loro interessi, era fondata sulla base solida e durevole dell'aspirazione comune al mantenimento della pace.

Ma il soggiorno in Liguria di Federico Guglielmo ebbe breve durata. Il 7 marzo l'ambasciatore germanico comunicava a Crispi questo telegramma del principe di Bismarck:

«Je prie Votre Excellence de communiquer confidentiellement à Monsieur Crispi que depuis quelques jours l'état de santé de S. M. l'Empereur est devenu inquietant. Sa Majesté n'a pas pu recevoir des communications et malheureusement pas non plus celle de l'imposante manifestation au Parlament Italien. J'avais l'intention de prendre des ordres de Sa Majesté qui m'auraient autorisé à une reponse destinée à Sa Majesté le Roi Humbert. L'état de l'Empereur ne le permet pas. Nous sommes depuis ce matin très-alarmés.

Bismarck.»

Dopo due giorni l'imperatore Guglielmo I moriva e il Gran Cancelliere rispondeva nei seguenti termini alle condoglianze di Crispi: