Alla vigilia del viaggio dei Sovrani italiani in Romagna, dove non si erano mai recati pel pregiudizio che quella regione fosse pericolosa e inospitale per i principii repubblicani che vi erano largamente diffusi, l'on. Crispi, che quel viaggio aveva consigliato sfidando gli asseriti pericoli, ebbe dal re Luigi di Portogallo, padre dell'infelice re Carlo, l'avviso che un attentato anarchico minacciava la vita di Umberto:

«Berlino, 12/8/88.

Ho visto or ora il Re di Portogallo che aveva premura incontrarsi con me, per dirmi sapere egli da «fonte certa che in occasione del prossimo viaggio del nostro augusto sovrano nelle Romagne si stava preparando un attentato a Bologna o altrove.» Profittando del momento in cui la folla circonderebbe gli equipaggi reali, i congiurati farebbero risuonare in mezzo alle acclamazioni il «viva la repubblica, abbasso il Re» e farebbero uso del revolver contro S. M. Sarebbe in qualche modo un'edizione riveduta e corretta, e meglio calcolata dell'attentato di Passanante a Napoli. Chiesi al Re di Portogallo se era in grado di fornirmi particolari ancora più precisi e sopratutto di dirmi onde gli era venuto un simile avviso. S. M., senza spiegarsi altrimenti, ripetevami tenere la cosa da «fonte certa», aggiungendo che si doveva comprendere il suo vivo desiderio che l'avvertimento ne fosse dato a chi di ragione. Il Re era assai commosso nel parlarmi. Io non lo sono meno nel comunicare quanto precede a V. E. come ho promesso di farlo, affinchè tutte le precauzioni siano prese a tempo per scongiurare il complotto e preservare una esistenza altrettanto preziosa quanto necessaria per l'Italia.

Launay».

«13/8/88.

Launay, ambasciatore d'Italia,
Berlino.

Re Luigi avrebbe fatto cosa utile se invece di parlare dei modi con cui il complotto dovrebbe effettuarsi, avesse rivelato la «fonte certa» donde gli venne la notizia. Il mistero nel quale si è avvolto mette il dubbio negli animi, ma non dà le fila per giungere alla scoperta del supposto reato.

Il governo ha già preso tutte le precauzioni perchè tutto proceda regolarmente.

Crispi.»