Dal Diario:

11 luglio. — Visita del conte Solms: questione dei passaporti per i missionari in Cina. La Germania segue la nostra politica. Ha prevenuto il governo del Celeste Impero affinchè non permetta che i cattolici tedeschi vi siano ricevuti con passaporti non tedeschi.

Durante la visita delle squadre a Barcellona, fu tenuto un banchetto, al quale intervennero l'ambasciatore d'Italia, Tornielli, e l'ambasciatore di Francia, Cambon. Facendo un brindisi, il ministro spagnuolo non ricordò la Francia. Si alzò il Tornielli e riparò all'omissione. Dopo questo brindisi avvenne il riavvicinamento delle squadre italiana e francese.

28 luglio. — Solms: esprime la speranza che la questione con lo Zanzibar sia risoluta amichevolmente. La Germania non fa obbiezioni che l'Italia acquisti colà dei terreni. Ricordo il contegno seguito dal Cecchi, le scuse del Sultano, e manifesto la speranza di un amichevole componimento.

Massaua. La Germania compromessa nella questione di diritto, avendo sostenuto la tesi contraria alla nostra. Pronta a rinunziare alle capitolazioni, finchè gl'italiani siano a Massaua.

3 agosto. — L'ambasciatore a Madrid, conte Tornielli, ha conferito col ministro de la Vega de Armijo sulla Circolare Rampolla relativa alla cosidetta Conciliazione tra l'Italia e il Vaticano. «Appena il Nunzio Mons. di Pietro entrò nell'argomento lo interruppi — gli ha riferito il Ministro — dicendogli:

«Non venga, M.gre, a parlarmi della necessità in cui si troverà il Papa di andar via da Roma. Vi sono due cose ugualmente impossibili, la partenza del Papa dal Vaticano e la sortita degli Italiani dalla loro Capitale. Gl'incidenti che possono creare qualche difficoltà, non renderanno mai possibili le cose impossibili. Miglior consiglio sarebbe acconciarsi in pace ai fatti compiuti.» Poi, soggiunsemi il M.se de la Vega de Armijo, la conversazione fu da lui portata sovra le provocazioni che negli ultimi tempi non erano mancate per parte della Santa Sede e che doveano necessariamente aver prodotto qualche risentimento nell'opinione pubblica in Italia. Prima di lagnarsi della sua situazione, la Santa Sede avrebbe dovuto evitarsi il rimprovero di aver eccitato il clero alla resistenza circa l'applicazione della legge sulle decime, e nella sua condotta politica il Vaticano avrebbe potuto evitare il dispetto provato dell'amicizia intima stabilitasi fra l'Italia e la Germania. Pare che il Nunzio, il quale in verità non suole mettere insistenza molta in siffatte comunicazioni, lasciasse tosto cadere il discorso e che più non abbia tentato di ripigliarlo in altro giorno.

6 agosto. — Solms mi comunica che il console tedesco a Zanzibar ha annunziato essere quel Sultano pronto a recarsi al Consolato italiano ed anche a bordo dell'Archimede per offrire le sue scuse al governo italiano. Avverto il Conte che l'affare sta per essere composto.

8 agosto. — Solms mi legge un telegramma di ier sera del principe di Bismarck. Il Principe accoglierà con gioia una mia visita a Friedrichsruh. Egli non può muoversi da quella sua residenza, e quest'anno non potrebbe recarsi a Kissingen.

Mi legge un dispaccio della Cancelleria sulla visita dell'imperatore Guglielmo a Peterhof. La visita avrebbe tolto ogni dubbio e resa più cordiale ed intima l'amicizia dei due Sovrani. Non si sarebbe parlato di politica, ma confermata l'opinione che la pace sarà conservata. L'imperatore Guglielmo ritornò soddisfatto della visita.