Crispi.»

«Vienna, 21/8/88.

Ho chiesto al Re di Portogallo d'indicarmi le fonti e i particolari della cospirazione di cui parlò a Launay. S. M. mi disse che non poteva svelare quella sorgente che al nostro Re in persona e che S. M. la Regina Maria Pia aveva scritto tutto al suo augusto fratello.

Benchè io abbia vivamente insistito, non ho potuto ottenere dal Re Luigi altra notizia che quella che la sorgente procede dai socialisti di Ginevra e Zurigo.

Nigra.»

14 agosto. — Solms mi dà notizia di un colloquio che il signor Raindre, Incaricato d'affari di Francia a Berlino, ha avuto col conte di Bismarck.

Il signor Raindre si è lagnato della diffidenza mostrata dal signor Crispi verso la Francia pei suoi reclami contro le tasse municipali in Massaua. La Francia non vuole suscitare ostacoli, ma desidera soltanto di veder sciogliere una questione di principii.

Il Bismarck difese la condotta del governo italiano e diede ragione della sua diffidenza. Invocò la calma e pregò il governo francese di non ingrossare una questione che per sè stessa era piccola e di poca importanza. Soggiunse che aveva raccomandato la calma anche a Roma.

Il signor Raindre soggiunse che il governo francese era pronto a riconoscere le pretese dell'Italia su Massaua; chiedeva, però, che in corrispettivo l'Italia cedesse i suoi diritti su Tunisi.

Il Conte rispose che non potevano confondersi le due questioni, non essendo identiche le posizioni dei due governi a Tunisi ed a Massaua. Non identiche perchè a Tunisi v'è ancora un Sovrano musulmano, e perchè la Tunisia è un gran territorio, mentre Massaua è una piccola terra. Concluse, rinnovando consigli di prudenza e avvertendo che se sorgesse un vero dissidio la Germania sarebbe costretta a mettersi dal lato dell'Italia.